Per il Diritto a una giustizia con la G maiuscola!


QUESTO BLOG NASCE DAL LIBRO "VITTIME PER SEMPRE", DI BARBARA BENEDETTELLI, SCRITTRICE E ATTIVISTA DER I DIRITTI DELLE VITTIME. UN TESTO DI DENUNCIA FORTE. PAGINE ACCORATE, SCRITTE CON PASSIONE CIVILE E RIGORE. NON UN LIBRO, UNA CAUSA - AMA DIRE LA BENEDETTELLI - CHE DEVE ESSERE DI TUTTI E CHE VA OLTRE LE IDEOLOGIE PERCHE' LA VITA E' UN BENE SUPER PARTES, COME LA GIUSTIZIA! DALL'IMPEGNO CIVILE DELLA BENEDETTELLI NASCE UN MOVIMENTO ATTIVO DI PERSONE, COLPITE O MENO DAL REATO CONTRO LA VITA: GIUSTIZIA E DIRITTI PER I CITTADINI COLPITI DAL REATO CONTRO LA VITA


"Nel testo, come nel blog, la parola Vittime, al plurale, indica i congiunti di chi è stato ucciso, mentre al singolare indica la persona uccisa. La “V” maiuscola è invece una scelta che sottolinea il valore “unico” di una condizione immeritata, non voluta, di grande e durevole sofferenza. Dobbiamo a queste persone un rispetto che, ancora oggi, non c'è. Quando vedrò la parola Vittime con la "V" maiuscola in ogni testo, ogni commento, ogni blog, ogni giornale allora potrò dire: "Le nostre parole sono arrivate all'anima del mondo e lo hanno cambiato!"

BB

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martedì 29 maggio 2012

Rignano Flaminio: genitori: ci restano le solite domande

PEDOFILIA: RIGNANO; BIMBO A MADRE,VEDRAI CONVINCERO' GIUDICI
DONNA RACCONTA PAROLE FIGLIO DOPO SENTENZA ASSOLUZIONE IMPUTATI
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - ''Mamma, tranquilla. Glielo spiego io
ai giudici il male che ci hanno fatto. Vedrai che questa volta
ci crederanno''. A raccontare le parole che le ha rivolto suo
figlio e' stata Barbara, la mamma di uno dei bambini che avevano
denunciato di essere vittime di abusi nella scuola materna 'Olga
Rovere' di Rignano Flaminio. All'indomani della sentenza che ha
mandato assolti i cinque imputati non e' stata lei a consolare
il figlio, racconta, ma e' stato il bimbo a sostenerla e darle
una speranza. I genitori che hanno denunciato gli abusi subiti
dai figli, non creduti dai giudici, confermano anche cosi' la
loro rabbia dopo le assoluzioni di ieri.
''Come mamma la decisione dei giudici e' stata una delusione
enorme - dice Barbara - Mi potevo aspettare una sentenza con la
formula dubitativa o con la formula del non aver commesso il
fatto. Ma e' stata una umiliazione per noi genitori, ma anche
per i medici, i giudici, per tutti. Ci restano le solito
domande: perche' non hanno creduto ai bambini che hanno
descritto in maniera precisa e verificata luoghi che non
avrebbero dovuto conoscere? Come fanno i bambini a conoscere le
case di alcuni degli imputati? I giudici questo lo dovranno
spiegare nella loro sentenza. Ho l'impressione che sia stata una
decisione non ragionata''.
Ancora piu' 'duro' il commento di un altro genitore: ''Sono
stati abusati di nuovo i nostri figli. Cosa faro' capire a mia
figlia? Spero che la psicologa da cui e' ancora in cura mi dia
una mano. Non siamo stati capaci di difendere i nostri figli;
speriamo che almeno i giudici d'appello gli crederanno''.(ANSA).

Bambini e sicurezza stradale

SICUREZZA STRADALE: OGNI GIORNO 3,5 MLN BIMBI RISCHIANO VITA
ASSOGIOCATTOLI-ACI, IL 70% DEI SINISTRI NEI BREVI TRAGITTI
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - E' convinzione comune che i brevi
spostamenti in auto siano meno pericolosi dei lunghi tragitti,
cosi', il 50% dei genitori non usa i sistemi di ritenuta per i
bambini per fretta e poca pazienza, sottovalutandone
tragicamente l'utilita': ma nei percorsi di breve distanza si
concentra infatti il 70% dei sinistri. Assogiocattoli e la
Fondazione ACI Filippo Caracciolo lanciano un allarme per
diffondere maggiore consapevolezza sui rischi della strada per i
piu' piccoli, le cui morti su strada risultano aumentate del 28%
rispetto al 2009 contando 41 bambini con meno di nove anni:
''solo quattro bambini su dieci viaggiano regolarmente sul
seggiolino - dicono - e oltre 3,5 milioni di bimbi rischiano la
vita ogni giorno''.
''Gli incidenti sono ancora la prima causa di morte per i
ragazzi tra i 5 e i 13 anni in Europa, dove ogni anno perdono la
vita sulla strada 12 mila minori, 5000 dei quali bambini:
poiche' la sensibilita' alla sicurezza non e' sempre istintiva,
e' fondamentale fare informazione e formazione per cambiare
l'approccio al problema'', ha spiegato il presidente di
Automobile Club d'Italia Angelo Sticchi Damiani, durante il
convegno ''E viaggiarono tutti sicuri e contenti'', organizzato
oggi a Roma per individuare nuovi messaggi per rinnovate azioni
dedicate all'opinione pubblica. ''Attraverso il progetto
''Trasportaci sicuri'' - ha aggiunto - Aci fa formazione ai
neogenitori gia' da due anni''.
Secondo Maria Luisa Pellizzari, direttore del servizio di
Polizia Stradale del Ministero dell'Interno, ''educare i bambini
significa educare i grandi''. E' per questo che all'attivita' di
controllo e di erogazione delle sanzioni la polizia ha
affiancato un'attivita' di prevenzione che avviene attraverso
campagne di sensibilizzazione e incontri con i ragazzi delle
scuole. ''I risultati non sono quelli che vorremmo ma di sicuro
abbiamo registrato un trend positivo - ha spiegato - nel
decennio 2001-2010 abbiamo quasi dimezzato il numero dei morti e
i dati del 2011 e del 2012 ci fanno ben sperare per gli
obiettivi di questo decennio''.
''La Commissione Trasporti della Camera dei Deputati - ha
assicurato il presidente Mario Valducci - e' impegnata da anni
nella divulgazione dei diversi aspetti di prevenzione in cui si
declina la sicurezza stradale. Le norme ci sono ma non possiamo
demandarne l'applicazione solo alle Forze di Polizia: dobbiamo
far si' che entrino nella cultura dei cittadini''.(ANSA).

Se è la corte militare americana a giudicare, pagherà.

VIOLENZA SESSUALE SU BIMBA, MILITARE RISCHIA CORTE MARZIALE
(V. 'VIOLENZA SESSUALE SU BIMBA DI 7 ANNI...' DELLE 6.56)
(ANSA) - PISA, 29 MAG - Le autorita' militari statunitensi
potrebbero chiedere l'estradizione e sottoporre al giudizio di
una corte marziale il sergente della Florida della base di Camp
Darby arrestato in Toscana per violenza sessuale su una bimba di
7 anni e per produzione di materiale pedopornografico. E' quanto
emerge dall'inchiesta anti-pedofilia coordinata dalla procura
di Siracusa in collaborazione con la procura di Pisa, insieme al
Nucleo investigativo telematico (Nit), gruppo interforze
specializzato nel perseguire questo tipo di reati.
Secondo quanto appreso, ancora non c'e' una richiesta formale
in tal senso, ma gli inquirenti se la aspettano poiche' il
sergente - oltre al giudizio davanti ad un tribunale italiano -
dovra' rispondere delle accuse anche sotto il profilo delle
leggi militari Usa e quindi dovra' essere processato davanti ad
una corte militare americana.
Il sergente, di cui per ora sono state rese note le sole
iniziali, J.E., e' in servizio alla base logistica di Camp Darby
(Pisa) da tre anni. Le autorita' della base hanno collaborato
con gli investigatori italiani e hanno assistito alle fasi della
perquisizione dell'ufficio, rendendosi direttamente conto della
situazione.(ANSA).

martedì 22 maggio 2012

Quattro arrestati, due differenti processi, tre condanne diverse. Giustizia è fatta?

Auto rubata in folle fuga dalla Polizia, poi lo schianto mortale per un ventenne. Quattro arrestati, due differenti processi, tre condanne diverse. Giustizia è fatta?


(ASAPS) Forlì, 21 Maggio – Lorenzo Borselli  Sono le quattro e mezzo del mattino di giovedì 9 giugno 2011. Nella periferia milanese di Quarto Oggiaro le sirene della polizia bucano il silenzio spettrale della metropoli. Il rumore dei motori al massimo dei giri e lo stridio delle gomme nelle curve della città deserta, sono l’istantanea dell’eterna guerra che si combatte tra guardie e ladri: una BMW 320 rubata è in fuga con quattro persone a bordo, sospettate di una spaccata dalla parte opposta del capoluogo, un assalto a una tabaccheria che aveva fruttato loro un bottino da 500 euro.A uno degli incroci di via Cogne la berlina attraversa il quadrivio a una velocità folle (le perizie parlano di impatto a 110 orari) e centra la Citroen C3 di Pietro Mazzara, 20 anni, che muore sul colpo. I ladri invece sopravvivono: due scappano, due saranno arrestati mesi dopo. Sembra un quadro chiaro no?Omicidio per il conducente, concorso in omicidio per il resto della ciurma di pirati. E invece no. Nel nostro Paese succede anche questo: che una legge come il Codice Penale sia così tanto interpretabile che tutti i magistrati che si sono occupati di questo semplicissimo episodio di cronaca nera, per quanto tragico, ne hanno dato pareri diversi.E questo ci fa preoccupare tantissimo, sapete? Prima di cominciare articoli di questo genere, in passato, abbiamo sentito il dovere di precisare che le sentenze vanno sempre rispettate e anche stavolta sarà così. Però vogliamo dire chiaramente che qui vi state sbagliando e che è ora di riformare il nostro ordinamento.Il terremoto dell’Emilia Romagna e l’attentato al liceo “Morvillo Falcone” di Brindisi hanno creato un fulcro mediatico che ha letteralmente azzerato tutto il resto, ma questa notizia non la lasciamo passare in sordina: volete sapere cosa è successo?Intanto, consigliamo a tutti di dare un’occhiata ai filmati presenti sulla rete. Così, tanto per non passare per i soliti talebani.Una volta che avrete visto con quale scellerata determinazione si sia conclusa quest’azione criminale, passiamo ai fatti: dopo l’incidente due degli occupanti della BMW scapparono e ci vollero mesi per identificarli, localizzarli e arrestarli; altri due, minorenni, restarono incarcerati nelle lamiere e arrestati. Il destino giudiziario dei quattro subisce qui una prima diversificazione: la coppia di minori diventa affare del Tribunale per i minorenni mentre i due in fuga, una volta arrestati, restano di competenza del Tribunale ordinario.Ma…I due minorenni sono stati condannati per concorso in omicidio volontario, il passeggero maggiorenne solo per furto e ricettazione, mentre il conducente viene condannato per omicidio colposo. Colposo? Colposo di che?E poi, scusate: possibile che il codice penale italiano consenta a tre giudici di formulare, sulla base della stessa indagine, tre verdetti così diversi tra loro? Peraltro, i giudici più severi si sono dimostrati quelli del Tribunale dei minorenni, noti per valutare le accuse in maniera meno drastica degli adulti e concedere agli imputati qualche chance in più di correzione.Non è tutto.Nel corso dei processi sono state ovviamente effettuate numerose perizie, in tutto 9, che hanno portato ad altrettante valutazioni incidentali.Il Pubblico Ministero competente sui minori contestò subito ai due imputati il concorso morale in omicidio doloso, tesi accolta dal GIP che emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi respinta dal Tribunale del Riesame, che ritenne invece che il concorso fosse solo nell’omicidio colposo. La Corte d’Assise minorile, però, ha ritenuto valido l’impianto del Pubblico Ministero e del GIP, condannando i due minori a 8 anni. Che non saranno nemmeno tanti, ma sono comprensivi anche di furto e ricettazione e comunque costituiscono un chiaro segnale dello Stato a chi delinque. Tutti hanno diritto a un processo sereno ed equo, ma violare la legge deve avere una conseguenza proporzionale.O la proporzionalità viene applicata solo nei confronti di qualcuno?Andiamo avanti.Quando il passeggero ventenne è stato arrestato, al termine di indagini molto difficili e complesse, la Polizia è stata presa a sassate da una quarantina di suoi fiancheggiatori (quattro dei quali poi arrestati, processati per direttissima, condannati e, ovviamente, immediatamente scarcerati), ma nei suoi confronti il Pubblico Ministero ha ritenuto di dover contestare solo il furto e la ricettazione. La condanna è arrivata: 2 anni e 2 mesi.Suo fratello, 23 anni, era alla guida e quando venne arrestato, se non ricordiamo male a settembre 2011, il Pubblico Ministero lo accusò di omicidio colposo con la previsione dell’evento: il capo d’imputazione venne cassato dal GIP che riqualificò il fatto in omicidio volontario, ma al momento di andare a processo (con rito abbreviato e quindi con accordo tra PM e Difesa) il reato è stato derubricato – sempre dal PM – in omicidio colposo. Un incidente stradale, insomma.La sentenza di primo grado ha seguito una valutazione di questo tipo: la condanna a 6 anni e mezzo per omicidio colposo è poi stata aumentata a 8 anni e mezzo per la contestata aggravante, ridotta a 5 anni 8 mesi per lo sconto di un terzo della pena prevista con il rito abbreviato, diventata 8 anni e 8 mesi con il furto e la ricettazione.Ma allora, scusate, la legge non è uguale per tutti!E noi che credevamo che il Codice Penale, e quello di Procedura, fossero cosa ben diversa da uno spartito musicale. Credevamo fosse una Legge su cui si fonda il rispetto della legalità e sì, siamo assolutamente d’accordo che spesso le pene sono solo un’inflazione deliberata di sofferenza e che tendono all’esclusione dalla collettività, ma queste, irrogate per la morte di Pietro Mazzara nei confronti del conducente della BMW rubata e del passeggero, non sono nemmeno pene. Noi pensavano, forse gli unici a farlo, che se uno ammazza mentre scappa in macchina dalla Polizia, non si potesse parlare di incidente stradale! Non può esserlo!È un atto criminale, conseguenza di un’altra serie di reati: in questo caso, furto dell’auto, la sua ricettazione, il furto alla tabaccheria, la fuga alla Polizia (scusate, questo non è reato) e poi lo scontro con un’auto: è come se a un rapinatore che tiene ostaggi sotto la minaccia di armi, partisse un colpo e ne ammazza uno per sbaglio: è uno sbaglio, ma resta omicidio e così deve essere valutato.Si, dissentiamo. Voi con chi siete d’accordo? Ah, un’ultima cosa, anzi due.Abbiamo scelto di non fare troppa retorica e quindi non ci siamo messi a parlarvi delle speranze di Pietro, ammazzato come un cane.E non abbiamo mai pronunciato la parola Rom in tutto il pezzo, eccetto queste ultime righe, per dovere di cronaca. (ASAPS) Per vedere anche il filmato http://www.asaps.it/37064-Auto_rubata_in_folle_fuga_dalla_Polizia,_poi_lo_schianto_mortale_per_un_ventenne_Quattro_arrestati,_
due_differenti_processi,_tre_condanne_diverse.Giustizia_è_fatta_Commenta_nel...html

lunedì 21 maggio 2012

PEDOFILIA: ADESCAVA MINORI  SU FACEBOOK PER SESSO, ARRESTATO
AUTISTA PULLMAN GITE SCOLASTICHE PROMETTEVA IPHONE E IPAD
(ANSA) - PISA, 21 MAG - Un uomo di 38 anni, autista di una
ditta di autotrasporto specializzata soprattutto nelle gite
scolastiche e residente nel Pisano, e' stato arrestato per
pedofilia al termine di un'indagine condotta dalla polizia
postale e durata piu' di un anno che ha permesso anche di
rintracciare 8 vittime che hanno confermato le violenze subite.
L'uomo, utilizzando diversi profili registrati su Facebook,
adescava le vittime su internet (ragazzini tra i 13 e i 17 anni)
e poi abusava di loro in parcheggi o altre aree appartate della
zona.
L'uomo era gia' stato processato in passato per lo stesso
genere di reati, ma fu prosciolto. Questa volta gli inquirenti
gli hanno sequestrato a casa, sul suo computer e sui suoi
telefonini, centinaia di immagini pedopornografiche scattate
alle vittime, tra queste anche immagini dei nipotini (figli di
sua sorella) che convivevano nello stesso appartamento. Il
pedofilo entrava in contatto con i ragazzini fingendo di essere
un loro coetaneo registrando account falsi sul social network e
ben presto si rivelava chiedendo e ottenendo prestazioni
sessuali promettendo in cambio 'regali': ricambi di motorini, ma
anche Iphone e Ipad, in realta' mai consegnati. Le vittime
accertate e rintracciate dai poliziotti sono 8, tutti maschi
dell'hinterland pisano e in eta' compresa tra i 13 e i 17 anni,
ma il sospetto e' che l'aguzzino, ora rinchiuso in isolamento
nel carcere Don Bosco di Pisa, abbia abusato di molti altri
ragazzini. In un caso aveva addirittura intrapreso una relazione
sentimentale con la madre di un sedicenne, proprio per
avvicinarsi a lui e poterlo molestare piu' facilmente. (ANSA).

mercoledì 25 aprile 2012

ROMA, 25 APRILE 2012-MANIFESTAZIONE DIAMO VALORE ALLA VITA,NO AMNISTIA,NO IMPUNITA'. TANTI PALLONCINI IN CIELO AL GRIDO: GIUSTIZIA!


Nel 2008, quando ho cominciato a gridare l'importanza per tutti quanti, Vittime e non, di tutelare la vita con forza e determinazione, mi sono trovata in una piazza per chiedere giustizia con mamme, papà, fratelli di giovani donne uccise. Eravamo una decina, poco più. Per anni sono stati fatti tentativi di far crescere "queste" piazze, ed è sempre stato difficilissimo. Oggi eravamo quasi in trecento, e posso dire di essere felice, perché quel giorno del 2008 davanti a San Vittore, dentro di me ho detto: "questo non deve accadere mai più. Farò il possibile e l'impossibile per riempire una piazza per il diritto alla vita". Ecco, ci SIAMO riusciti, insieme. Un inizio per quello che è il mio sogno: una piazza con un milione di persone Vittime e non che gridano insieme: valore alla vita. Giustizia. Rispetto. Unione! Un grido forte e unitario che nessun uomo di Stato può negare. Sono sicura che è possibile, dobbiamo solo volerlo fino in fondo e credere, credere, credere senza smettere mai. Credere che anche chi Vittima non lo è possa comprendere che c'è bisogno di tutta la società civile per cambiare davvero le cose. Oggi ci sono stati momenti tragici, come quelle vostre magliette tutte insieme, straziante vederle indossate cosi massicciamente. Vite che non ci sono più ma che chiedono di continuare a dare, attraverso di voi, attraverso il vostro, il nostro cuore. Poi ci sono stati momenti magici, come gli abbracci e quei palloncini volati in cielo mentre i nomi dei vostri cari venivano urlati tra il singhiozzo e la rabbia di chi deve continuare per forza, per istinto di sopravvivenza, perchè ci sono altri figli e perché è giusto cosi, anche se davvero difficile... So che non è stato facile essere li oggi, ma è importante. Grazie a tutti di esserci stati. Anche alle associazioni, al Coisp e all'Asaps. Grazie. La prossima volta dobbiamo esseri molti ma molti di più. BB

lunedì 23 aprile 2012

25 APRILE: MANIFESTAZIONE "DIAMO VALORE ALLA VITA!" NO ALL’AMNISTIA. NO ALL’IMPUNITA’.



Chiediamo liberazione dall’ingiustizia e vera tutela per la vita. Una pena effettiva è garanzia di libertà.


Roma 23 aprile 2012 - I familiari delle vittime di omicidio, le vittime della violenza e della strada, i cittadini non colpiti dal reato, i partiti con bandiere diverse e le diverse Associazioni di tutela, si uniscono con lo scopo di contrastare le continue richieste di amnistia generalizzata, e di rimarcare, specie per tutti i reati contro la vita e la persona, l'importanza deterrente e riparativa della pena. Il Sit-in ha inoltre l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul grave e ricorrente problema degli omicidi stradali. I familiari delle vittime e i cittadini che non vogliono diventarlo chiedono a tutti gli organi dello Stato un impegno urgente e concreto, in grado di rallentare la strage quotidiana degli innocenti che avviene sulle nostre strade. L’impunità verso chi compie l’omicidio stradale è la norma. Le condanne non corrispondono a pene effettive e inderogabili, non c’è dunque un deterrente capace di prevenire, educare per davvero il reo e dare un giusto Valore alla Vita. L’iniziativa è organizzata e promossa da un movimento spontaneo nato dall’impegno della scrittrice e attivista per i diritti delle vittime Barbara Benedettelli, insieme a Elisabetta De Nando(mamma di Andrea, ucciso a 15 anni davanti agli occhi del gemello mentre attraversava la strada), Erina Panepucci(mamma di Giuseppe Magnifico, ucciso mentre stava tornando a casa in macchina) e Angelo Bertoglio. “Sono invitati tutti i cittadini che sentono il bisogno di sostenere il Valore Vita – afferma Elisabetta – giornalisti, prelati, personaggi pubblici, associazioni, istituzioni, movimenti e partiti politici di ideologie diverse, perché la Vita è un bene Super Partes, e spero di vedere anche i cittadini non colpiti dal reato, perché siano consapevoli di non essere immuni da questo male in una società che mette la libertà del reo sopra la libertà di vivere degli innocenti”. Tra le associazioni presenti quelle dedicate a Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni, che con l’ASAPS e il sindaco di Firenze Matteo Renzi hanno raccolto ben sessantamila firme per l’introduzione del reato di omicidio stradale; l’Associazione La strada per amica; il Coordinamento Nazionale AGUVS unitamente a delegazioni delle sedi territoriali affiliate di Fasano e Angeli sull’Asfalto di Messina; verranno in Italia per l’occasione i genitori di Vincent Lorin - uno dei quattro ragazzi francesi uccisi in Italia nell’agosto 2011 mentre andavano in vacanza - in rappresentanza dell’Associazione Un chemin pour demain. “Siamo riusciti a fare un miracolo – aggiunge Erina - unire associazioni diverse, difficilissimo perfino in un campo dove il divisionismo non dovrebbe esserci”.
L’iniziativa non è dedicata solo alle Vittime della strada, bensì a tutte le Vittime dei reati contro la persona, per affermare l’importanza di proteggere la vita con determinazione anche attraverso la certezza della pena, strumento necessario a dare forza alla legge, e valore a ciò che il colpevole distrugge. “La libertà prima da difendere – sostiene la Benedettelli - è quella di esistere in serenità e salute, di vivere, consapevoli che la nostra libertà finisce dove comincia quella dell'altro”. Per questo hanno aderito anche singoli cittadini e associazioni da tempo impegnate accanto alle Vittime della violenza e della criminalità come Progetto VittimeValore donna; e il COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Poliziache esporrà le sagome del poliziotto pugnalato, e con loro sarà presente anche la vedova Raciti, Marisa Grasso, indignata come tanti dalle continue richieste di amnistia. E a proposito di questo la Benedettelli accusa: “ La nostra paura è che l’amnistia passi grazie a un governo che ha un solo scopo: fare cassa. Ma in questo caso fare cassa può comportare - come già accaduto con l’indulto del 2006 - l’annullamento di vite innocenti. L’economia di uno Stato non può essere messa al di sopra della vita dei suoi cittadini”.  L’appuntamento, promosso dal movimento spontaneo Giustizia e Diritti per i Cittadini colpiti dai reati Contro la Vitaè in Piazza Cavour, simbolo del potere giudiziario, dalle 13,30 alle 15,30 di mercoledì 25 aprile.

mercoledì 18 aprile 2012

DIAMO VALORE ALLA VITA! NO ALL'AMNISTIA. LA PENA E' GARANZIA DI LIBERTA'.

Portate palloncini bianchi se potete, vestitevi come volete. Magliette con le foto dei vostri cari, vestiti normali, magliette bianche sporche di rosso. Portate striscioni se ne avete, o cartelli. Tutto quello che vlete, per chiedere, insieme, giustizia e pene effettive, certe, solide e per questo in grado di dare VALORE ALLA VITA!
BB






Promosso da: Giustizia e Diritti per i Cittadini colpiti dai reati Contro la Vita

INIZIATIVA
DIAMO VALORE ALLA VITA!
       ROMA: MERCOLEDI 25 APRILE 2012 dalle ore 13,30 alle ore 15,30 PIAZZA CAVOUR
    Davanti alla Corte Suprema di Cassazione,
     simbolo dell'amministrazione del potere giudiziario    



No all’amnistia! No all’impunità
CHIEDIAMO LIBERAZIONE DALL’INGIUSTIZIA!

Il Sit-In, pacifico, ha lo scopo di contrastare le continue richieste di amnistia generalizzata e di rimarcare, specie per TUTTI i reati contro la Vita e la Persona, l'importanza deterrente, riparativa e preventiva della pena.

Il Sit-in ha inoltre l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul grave e ricorrente problema degli OMICIDI STRADALI. I familiari delle Vittime e i cittadini che non vogliono diventarlo, chiedono a TUTTI gli organi dello Stato un impegno URGENTE e CONCRETO, in grado di rallentare la strage quotidiana degli innocenti che avviene sulle nostre strade. L’impunità verso chi compie l’omicidio stradale è la norma. Le condanne non corrispondono a pene effettive e inderogabili, non c’è dunque un deterrente capace di prevenire, educare il reo e dare un giusto Valore alla Vita                                        .                                                               

L’iniziativa vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, le Istituzioni, i media sull’importanza di proteggere la vita con forza e determinazione anche attraverso la certezza della pena, strumento necessario a dare forza alla legge, e valore a ciò che il colpevole distrugge. La libertà
prima da difendere è quella di esistere in serenità e salute, di vivere, consapevoli che la nostra libertà finisce dove comincia quella dell'altro                                                                
    

SONO INVITATI
Giornalisti, Prelati, Personaggi pubblici, Tutte le Associazioni che sul territorio italiano operano per la tutela delle Vittime e della Vita, Tutte le Istituzioni, Tutti i Movimenti e Partiti politici essendo la Vita un bene Super Partes, Tutti i Cittadini non colpiti dal reato e sono consapevoli di non esserne immuni in una società che mette la libertà del reo sopra la libertà di vivere degli innocenti                                                 .
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L’iniziativa è promossa da singoli cittadini Vittime e non, uniti dalla necessità umana di salvaguardare la sicurezza della persona, riunitisi in un gruppo FB dal nome: Giustizia e Diritti per le Vittime dei reati contro la Vita.
Per info Sit-In: Barbara Benedettelli info@barbarabenedettelli.com, Angelo Bertoglio angelo.bertoglio@libero.it, Elisabetta Cipollone De Nando bettyluglio@libero.it , Erina Panepucci erina.panepucci@alice.it


lunedì 16 aprile 2012

"FERRI (MI), ANM CHIEDA INCONTRO A PARTITI MAGGIORANZA SU RESPONSABILITA'" - NO! LA CHIEDA ALLA GENTE!!

Non hai partiti, alla gente! Che si è già espressa una volta in merito ed è stata aggirata con la legge Vassalli. La responsabilità attualmente la paga lo Stato, ovvero i cittadini. Siano i cittadini a decidere visto che le decisioni dei magistrati riguardano loro!

ADNK:
GIUSTIZIA: FERRI (MI), ANM CHIEDA INCONTRO A PARTITI MAGGIORANZA SU RESPONSABILITA' =
GRANDE CORTESIA MINISTRO, MA INCONTRO POCO SODDISFACENTE
Roma, 16 apr. - (Adnkronos) - L'Associazione nazionale
magistrati ''non si fermi, e chieda con urgenza un incontro ai
segretari dei partiti che sostengono la maggioranza'' per risolvere la
questione della responsabilita' civile dei giudici. E' la
sollecitazione che arriva dal segretario di Magistratura indipendente,
Cosimo Ferri, dopo l'incontro avuto oggi dall'Associazione Nazionale
magistrati, insieme con le rapprtesentanze delle altre magistrature,
contabile, amministrativa e militare con il ministro della Giustizia,
Paola Severino.
''Un incontro poco soddisfacente, anche se abbiamo apprezzato la
grande cortesia e onesta' del ministro - sottolinea Ferri - ma abbiamo
percepito anche la sua grande difficolta' ad accogliere le nostre
richieste''. Ma al di la' ''della disponibilita' e della
professionalita' del ministro, serve un accordo della politica per
sopprimere il contenuto dell'emendamento Pini'' che ''ci ha ricordato
il ministro e' stato approvato alla Camera da una larga maggioranza''.
Magistratura indipendente, conclude Ferri, ''mantiene una
posizione di netta contrarieta' ma se le cose dovessero rimanere cosi'
chiederemo che l'Anm valuti iniziative di protesta. Oggi non e'
corretto parlare di sciopero, per rispetto della cortesia
istituzionale del ministro''.
(Coc/Zn/Adnkronos)
16-APR-12 16:38

sabato 14 aprile 2012

CRISI: 23 SUICIDI IN POCHI MESI


IL GIORNALE
...
In Italia un'impresa su due - circa il 49,6% - chiude i battenti entro i primi cinque anni di vita. Un dato molto preoccupante che segnala la grave difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle guidate da neoimprenditori. Presentando l'indagine fatta dall'associazione veneta, il presidente Giuseppe Bortolussi ha fatto notare che le tasse, la burocrazia e la mancanza di liquidità sono i principali ostacoli che costringono molti neoimprenditori a gettare la spugna anzitempo. "Molte persone, soprattutto giovani, tentano la via dell’autoimpresa senza avere il know how necessario - ha fatto notare il numero uno della Cgia di Mestre -  tuttavia è un segnale preoccupante anche alla luce delle tragedie che si stanno consumando in questi ultimi mesi". Il pensiero va, infatti, a quei 23 suicidi tra i piccoli imprenditori che si sono registrati dall’inizio dell’anno ad oggi, nove dei quali (pari al 40% del totale) sono avvenuti nel Veneto.
Secondo Bortolussi, il meccanismo si sta spezzando: "I suicidi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa più"Continua...

mercoledì 11 aprile 2012

In-giustizia!



CRONACA 

14 Febbraio 2012 - 15:46

Omicidio Bucci: dopo la riapertura del caso, al via il processo bis

Mimmo Bucci











Potrebbe finalmente avere giustizia la morte del cantante barese
Mimmo Bucci, ucciso da una moto sul lungomare di Bari
il 16 maggio 2007. Dopo la riapertura del caso da parte della
Procura di Bari, è cominciata l’udienza preliminare a carico
del pregiudicato 32enne Vito Nitti e il 25enne Vitantonio
Abbrescia, assolti nel primo processo. La difesa di Nitti
ha chiesto il rito abbreviato, mentre per Abbrescia è stato
chiesto lo stralcio della posizione perchè già dichiarato
 incapace di intendere e volere in altri procedimenti.
L’udienza è aggiornata al 17 aprile per discussione e sentenza.
Il pm, Ciro Angelillis, ha deciso di riaprire il caso perchè la
Corte d’Appello, assolvendo i due dal reato di omicidio colposo
nel 2010, fece notare agli inquirenti che la ricostruzione dei fatti era errata.

Morti sulla strada: l'ISTAT sbaglia i dati?


 “A livello nazionale la mortalità dovuta a reati stradali nell’anno 2010 non è pari a 4090 persone come stimato dall’ ISTAT, ma si può stimare in almeno 4703. Circa seicento persone uccise, per l’ISTAT sono vive e per lo Stato sono scomparse per cause naturali”. Lo afferma Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo, ucciso nel 2010 da una persona che guidava un motorino sotto l’effetto di alcol e droga.
L’associazione Lorenzo Guarnieri ha fatto quello che Stefano consiglia di fare a tutti i familiari delle Vittime: “invito tutte le famiglie a richiedere i dati che riguardano la morte o la disabilità dei loro congiunti a tutte le istituzioni coinvolte nella raccolta (polizia municipale o polizia stradale o carabinieri e Istat), per verificarne la veridicità e per far capire che la morte o l'invalidità sono cose importanti e come tali devono essere trattate.

Per l’ISTAT, fonte ufficiale del nostro paese, nostro figlio è uscito ‘incolume’ dallo scontro nel quale è morto sul colpo e quindi, per lo stato italiano, Lorenzo è morto di ‘morte naturale’ a 17 anni. Sempre secondo l’Istat l’incidente che lo ha coinvolto è stato provocato da distrazione: Lorenzo invece è stato vittima innocente di alcool e droga passivi sulla strada. Pretendiamo delle scuse formali da parte dello stato, della regione, della provincia e della polizia municipale per avere trattato l’omicidio di nostro figlio con approssimazione, così come purtroppo è accaduto in tanti altri casi”.

Grazie a uno studio effettuato in collaborazione con l’Istituto di Ricerca e Programmazione Economica per la Toscana (IRPET), l’Associazione ha verificato che l’errore fatto nei confronti di Lorenzo non è un caso isolato. In provincia di Firenze nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema SIRSS della regione Toscana (sistema di rilevazione costato al contribuente circa 2 milioni di euro dal 2008 ad oggi) ne riporta 59. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte ASAPS ) e non 34 come indicato dall'Istat.
“Una cosa è certa: a livello nazionale la mortalità nell’anno 2010 non è pari a 4090 persone come rileva l’ ISTAT”, rileva ancora Guarnieri, “la nostra ricerca dimostra una sottostima almeno del 15%.

E’ assai probabile che quanto accaduto nelle province di Firenze e di Forlì-Cesena sia accaduto in tutte le altre province italiane: ne consegue che la mortalità sulle nostre strade a causa di violenza stradale potrebbe non essere in calo - come ha affermato il 4 Aprile in Commissione Trasporti il Ministro Cancellieri - ma in aumento rispetto ai 4237 del 2009.

L’Italia si conferma la maglia nera d'Europa come paese con il maggior numero di morti sulle strade (uno spread sulla Germania che si può stimare in 1.052 deceduti)”.

“Partendo da questi punti – continua il papà di Lorenzo - sorgono alcune domande: Quanto seriamente lo Stato si prende cura della sicurezza sulle nostre strade se non riesce nemmeno a contare i cittadini morti né a considerare le effettive cause degli scontri?

La Regione Toscana si vanta di avere un sistema di rilevazione all'avanguardia (SIRSS) nel quale molti enti hanno investito per costruirlo e gestirlo, sia in termini di denaro che di uomini. Questo sistema però non è capace di registrare in modo affidabile un fenomeno “facile” come quello della mortalità sulle strade toscane e, contrariamente a quanto indicato nel progetto, non fornisce i dati con la tempestività promessa. Cosa ne pensa il Presidente Rossi di questo investimento?

Qual è l’attenzione con cui gli enti preposti trattano i casi di violenza stradale se i dati che trasmettono sono così pieni di errori?”

“Come Associazione Lorenzo Guarnieri, che si occupa di prevenzione per la sicurezza stradale, denunciamo questa situazione ai massimi organi dello Stato – prosegue Stefano Guarnieri – se lo Stato continua a lavorare con tale approssimazione sulla prima causa di morte per i giovani italiani, è evidente che difficilmente si potrà affrontare sul serio questa emergenza sociale. Chiediamo, infine, un impegno preciso da parte del presidente del consiglio Mario Monti per ridurre la mattanza che avviene ogni giorno sulle strade:

la sicurezza stradale deve diventare una priorità nell'agenda del governo.

Riteniamo che questo sia il minimo che lo Stato debba fare per i suoi cittadini e per chi ormai è una vittima della strada dimenticata da tutti”.



Firenze, 11 Aprile 2012 Stefano Guarnieri – Vice-Presidente Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus

sabato 7 aprile 2012

Chi a sa parli!

Motociclista morto a Tor di Quinto, appello avvocato: “chi ha visto parli”. La famiglia di Duccio Valerio Gresta, giovane romano di 22 anni morto con la sua moto domenica scorsa a Tor di Quinto, lancia un appello: chi ha visto parli e collabori per la verità. «Nel luogo dove domenica 1 aprile Duccio Valerio ha perso la vita è sotto gli occhi di tutti una evidente frenata lunga più di 20 metri – sottolinea in una nota il legale della famiglia, l’avvocato Paolo Voltaggio – lasciata da un’auto che non può non essere coinvolta nella dinamica del tragico sinistro. Duccio non ha perso il controllo del mezzo da solo e chi ha determinato la sua morte o vi ha assistito non si è neanche fermato per provare a soccorrerlo». «La famiglia ha piena fiducia nella magistratura e nei vigili che stanno effettuando gli accertamenti e gli approfondimenti connessi a tale coinvolgimento ma chi ha assistito all’incidente può avere un ruolo determinante per l’accertamento della verità – prosegue l’avvocato – La via dell’incidente (via di Tor di Quinto altezza civico 60) è molto trafficata e frequentata anche di notte. Chi ha visto l’incidente o ha elementi utili per aiutare a fare luce sulla sua dinamica è pregato di dare il suo contributo mettendosi in contatto con il legale della famiglia, avvocato Paolo Voltaggio (066876296/fax 066872286)» - (Adnkronos) -

mercoledì 4 aprile 2012

REATO STRADALE: Non è ansia di giustizia, è una richiesta lecita, un diritto, una necessità civile.


Cara Ministro Cancellieri,
sulle Sue affermazioni in Commissione Trasporti:
Punto 1) "Resta il dubbio - prosegue Cancellieri - sulla percorribilità della perpetuità della revoca, per i possibili profili di incompatibilità con il quadro costituzionale".
Immagino si riferisca all'articolo 16, ma dal momento che "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza" non vedo dove sia il problema. Inoltre vorrei farLe notare che la libertà di movimento non è esclusa a chi viene impedito ( per gravi motivi di sanità e sicurezza appunto) di guidare un veicolo a motore, in quanto siamo nel 2012 ed esistono mezzi pubblici che permettono di raggiungere qualsiasi luogo vicino e lontano, siamo muniti di piedi e possiamo usare senza problemi la bicicletta. E’ invece notevolmente limitata la libertà di movimento a chi si trova in una bara a causa di una persona che non ha rispettato le regole stradali e ha ucciso, in questo caso non possiamo che chiamarlo omicidio stradale.
Vorrei farLe notare anche che l’ incompatibilità costituzionale si profila invece quando la pena per il reato di omicidio non è effettiva - come avviene nel 90% dei casi di omicidio stradale - negli articoli 27 comma uno e comma tre  - articolo 3 comma due - articolo 31 comma due - e articolo zero, che non c'è ma è sottinteso e riguarda il diritto umano alla vita e alla giustizia.
Punto 2) “bisogna punire adeguatamente i comportamenti degli automobilisti prima, per prevenire”. 
Siamo d'accordo, tanto che ho trovato assurdo inserire tra i reati minori da depenalizzare proposti proprio da questo governo, quello della guida in stato di ebbrezza.
Punto 3) Omicidio stradale (perché al di là del codice quello è ogni volta che viene uccisa una persona, drogati o meno che si sia, perché non si rispettano le regole e si commette dunque non un incidente, ma un reato stradale): lei riconosce che "la prospettiva di sanzioni pesanti rappresenta un notorio fattore di deterrenza, ma sulle nuove ipotesi di intervento proposte gravano perplessità di ordine tecnico che attengono all'inquadramento giuridico della nuova fattispecie di reato con le ipotesi dolose e colpose già disciplinate dal Codice Penale"
Rispondo che la prospettiva di sanzioni pesanti è relativa rispetto alla prospettiva di sanzioni reali. Perché vede, nei fatti, le sanzioni quando si uccide, nella stragrande maggioranza dei casi non ci sono grazie ai riti premiali come patteggiamento, rito abbreviato e condizionale. La realtà deve essere considerata per quello che è specialmente se si parla di tecnicismi. Quindi la prospettiva reale dei familiari delle Vittime innocenti e anche dei cittadini tutti che non vogliono diventarlo, non è che le sanzioni ( o meglio le pene) siano pesanti, ma che siano reali: siano inderogabili ovvero effettive per rispondere al principio costituzionale di personalità della pena e di educazione del reo, al diritto naturale alla giustizia e alla vita, e siano davvero deterrenti altrimenti le regole stradali non hanno spessore come la vita.  
Punto 4) l'introduzione di un nuovo reato potrebbe creare maggiore confusione, meglio semplificare. 
Di fatto è già introdotto dal momento che, nonostante non sia trattato come tale dal codice penale e dai giudici ( che dovrebbero assumersi la responsabilità civile ogni volta che c’è flagranza di reato stradale perché le pene non sono educative in quanto nulle, grazie alla loro discrezionalità)  per distinguere questo omicidio da un altro lo si chiama “omicidio stradale” ( avviene anche nelle proposte di legge di chi non si dice d’accordo all’introduzione, assurdo no?!) Allora semplifichiamo e diminuiamo la confusione che si crea anche con altri omicidi cosi detti colposi. Eliminiamo la parola colposo, aggiungiamo stradale. Via dolo o colpa che generano confusione al punto che un primo grado dà il dolo e il suo secondo grado dà la colpa ( assurdo no?). Introduciamo attenuanti e aggravanti, eliminiamo il patteggiamento e la condizionale e rendiamo queste pene così necessarie certe, non solo per le Vittime e per rispondere alla adeguatezza della pena rispetto alla gravità del reato, ma anche per il reo e la società, sgravando il magistrato dalla enorme responsabilità della scelta. Meno complesso di quanto sempre, capace di semplificare l’attuale caos e forse di salvare qualche vita, a oggi Ministro, ancora dodici al giorno in Italia, scelte a caso.
Punto 5) "sono particolarmente sensibile all'ansia di giustizia che si leva dai familiari delle vittime della strada"
Non è ansia Ministro, è una richiesta umana e legittima di giustizia. Va accolta perché siamo tutti cittadini di uno stesso Stato.

Barbara Benedettelli


lunedì 2 aprile 2012

ASAPS: Omicidio stradale. La necessità di pene severe.

ASAPS:
Dedicato a tutti quelli che "Non serve l'omicidio stradale, le pene ci sono già, basta applicarle". Ecco la conferma...
Uccise Valentina Pesarin una ragazza di 19 anni, andando contromano in autostrada, era ebbro e drogato.
Il marocchino Crif Achriaf condannato alla "pesantissima" pena 2 anni e 8 mesi !!

LEGGI L'ARTICOLO

venerdì 30 marzo 2012

VITTIME DEI REATI CONTRO LA PERSONA: 25 APRILE INCONTRO DAL PAPA E POI PROCLAMAZ



GIUSTIZIA: 25 APRILE. VITTIME DELLA STRADA DAL PAPA E POI IN SCIPERO DELLA FAME CONTRO AMNISTIA.

Il 25 aprile i familiari delle Vittime della strada saranno ricevuti dal Papa, poi in una conferenza stampa annunceranno lo sciopero della fame per introduzione omicidio stradale e contro l’amnistia.


Il 25 aprile 2012, mentre Emma Bonino, Marco Pannella e tanti altri saranno impegnati nella marcia a favore dell’Amnistia, chiamata “ Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà”, un gruppo di familiari delle Vittime di omicidio – in particolare di omicidio stradale, dove l’impunità è la norma nei fatti - cominceranno lo sciopero della fame “per dare un segnale forte a uno Stato che – spiega la scrittrice e attivista per i diritti delle vittime Barbara Benedettelli - non tutela le vittime durante il procedimento penale ( come richiesto dalla Decisone U.E. 2001/220/GAI, del 15 marzo 2001) e anche dopo il reato, e che non rispetta il principio di inderogabilità della pena, indispensabile per il reo, le Vittime e la società. Le ripercussioni sull’intero sistema sociale, sulle Vittime e sui loro familiari a loro volta Vittime di un sistema giudiziario che permette a chi uccide di poter continuare la propria vita come se nulla fosse, sono devastanti.” La protesta, che si avvarrà anche di un presidio nel quale si daranno il cambio cittadini non colpiti dal reato, associazioni e singoli familiari o Vittime stesse dei reati contro la persona, vuole anche contrastare la continua richiesta di amnistia. “E’ importante, in una società civile – continua la Benedettelli – dare dignità anche a chi si è macchiato di reati per i quali si merita il carcere, ma la soluzione non può essere trovata, in una società civile appunto, nella demolizione della legge attraverso un’amnistia generalizzata”.
Lo sciopero collettivo della fame per il Diritto alla giustizia, alla libertà di vivere, alla retribuzione del grave torto subito, e per spingere il Governo a trovare una soluzione che renda certa la pena anche per i reati stradali, comincerà il 25 aprile a Roma durante un raduno in luogo da definire, subito dopo l’incontro di centinaia di familiari di Vittime della strada con il Papa voluto da Croce Castiglia. “Invitiamo - prosegue Benedettelli - associazioni, rappresentanti dei partiti politici di ogni schieramento, esponenti religiosi, forze di polizia, giornalisti e cittadini che Vittime non vogliono diventarlo a unirsi a noi e ai familiari che scipereranno, appoggiandoli in questa “battaglia” in onore della dignità umana, del valore vita, della certezza del diritto, della ricerca di una giustizia capace di riportare una forma di equilibrio e di impedire che altri innocenti debbano morire. Una battaglia che riguarda tutti quanti e che deve superare l’idea che l’economia di un paese è più importante della vita dei suoi cittadini. I carcerati costano? Il lavoro è un diritto anche per loro ed è anche educativo. Dobbiamo risparmiare? Non occorrono amnistie più o meno mascherate ( inaccettabili sempre per chi dal reato è stato colpito e pericolosa per i cittadini come ha dimostrato il vergognoso indulto del 2006). La mancanza di severità della giustizia rende una società insicura per i suoi associati e la legge, che ne costituisce le fondamenta, fragile come latta. Per il sovraffollamento si attivino le carceri inutilizzate; si utilizzino le vecchie caserme;si collabori con le strutture di recupero per tossicodipendenti; si accompagnino i rei clandestini nei loro paesi d’origine. Le soluzioni si possono trovare in un tavolo tecnico allargato a tutte le parti politiche e anche all’altra parte della vicenda criminosa: Vittime e cittadini. Perché se il principio sul quale si basa la nostra giustizia è: “meglio dieci colpevoli fuori che un innocente in carcere”, è invece un fatto che l’innocente in carcere in un sistema garantista che funziona può dimostrare la sua estraneità ai fatti, mentre l’innocente ucciso da uno solo di quei dieci colpevoli è morto per sempre. Ministro Severino, si può risparmiare senza liberare i carcerati. Per esempio si può penare di abolire il processo di appello quando ci si trova di fronte alla flagranza di reato dove primo grado e Cassazione sarebbero sufficienti, la pena sarebbe certa, ci sarebbe un risparmio notevole da reinvestire nel sostegno delle Vittime e nel rendere dignitosa la vita dei carcerati, e si risponderebbe a diversi principi costituzionali". L’idea di fare lo sciopero della fame è di Elisabetta De Nando - mamma di Andrea ucciso a Peschiera Borromeo ( Mi) il 29 gennaio 2011 mentre attraversava le strisce pedonali con il fratello gemello Cristian. Lei, insieme a Croce Castiglia – mamma di Matteo la Nasa colpito mentre era seduto a un bar; Erina Panepucci, mamma di Giuseppe Magnifico colpito da un auto che andava ai 150 all’ora insieme ad altri familiari di cui comunicheremo a giorni i nomi, vanno avanti decisi, come afferma Elisabetta :" Noi scioperiamo! Vogliamo essere ascoltati da Ministri e Deputati che si trovano a discutere sulla riforma della giustizia perché non possono fare i conti senza considerare la parte lesa come invece sempre avviene. Inizieremo lo sciopero della fame in nome dei nostri figli e di quelli che vogliamo salvare e non ci fermeremo finché non saremo ascoltati, ma senza essere presi in giro. La prima emergenza alla quale far fronte è quella che riguarda la tutela della vita innocente”. 
Aderiranno anche associazioni molto attive come: Tamara Onlus, Lorenzo Guarnieri, AGUVS, Prometeo e tante altre.

Per appoggiare lo sciopero della fame o solo l'iniziativa e per avere maggiori info rivolgersi a: info@barbarabenedettelli.com , angelo.bertoglio@libero.it


sabato 24 marzo 2012

La foto del pedofilo Giovanni Bocchio. Se lo vedete avvisate subito il 113


Quest’uomo è per la Cassazione un pedofilo.
Sarebbe già dovuto entrare in carcere, dopo la condanna definitiva, ma non si trova.
Questa è la sua foto data dalla Procura alla famiglia della bimba abusata.
Fatela girare per favore ovunque. 
Lui è un alessandrino e gli abusi si sono svolti a Finale Ligure.
Se lo vedete NON intervenite in alcun modo, ma contattate IMMEDIATAMENTE la squadra mobile di Alessandria. Oppure chiamate il 112 o il 113 e segnalate dove si trova.
Lo dovete a tutti i bimbi di questo paese….


mercoledì 21 marzo 2012

La sofferenza di una madre


QUANDO HO SCRITTO <QUANDO DICI TU ..VIENI A PRENDERMI>
NON SIGNIFICA CHE VOGLIO UCCIDERMI, NON CI PENSO PROPRIO..
VOGLIO VIVERE PERCHE' VORREI VEDERE NASCERE ALMENO QUALCHE NIPOTE..
VOGLIO VIVERE X LE MIE FIGLIE E MORIRE QUANDO DIO VUOLE....
HO 49ANNI, SE TUTTO VA BENE, QUANTO POSSO DURARE? 1..5..10..20..MAX 30ANNI LI VIVRO' TUTTI E FINO IN FONDO...FELICE DI SOFFRIRE LA MANCANZA DI MIO FIGLIO, PERCHE' OGNI FIGLIO MERITA LA SOFFERENZA DI SUA MADRE..
CHI MI CONOSCE SA' CHE OGNI MATTINA SALUTO MATTEO E GLI DICO <MENO UN GIORNO X VENIRE DA TE> QUELLO CHE MI AUGURO E' CHE IL MIO TEMPO ARRIVI PRESTO,MA LO DICO CON GIOIA, PERCHE DOPO AVER VISTO IN FACCIA LA SOFFERENZA,IL CALVARIO,LA PASSIONE DI CRISTO NEL VOLTO DI MIO FIGLIO.E .LA BELLEZZA DELLA SUA SOFFERENZA,SO CHE MIO FIGLIO LO RIVEDRO' E NULLA PIU' MI FA PAURA,E NULLA PIU' CI SEPARERA'..QUALCUNO DIRA' CHE SONO PAZZA.
CHI HA COMPRESO IL MIO ESSERE,SA CHE E' DI ETERNO AMORE CHE STO PARLANDO...E MI CAPISCE SE, ASPETTO MIO FIGLIO CON BRAMOSIA...RICORDATEVI CHE I NOSTRI FIGLI SONO SEMPRE CON NOI..
HANNO SEMPRE BISOGNO DI NOI,
QUINDI PREGHIAMOLI..FACCIAMOGLI DIRE MESSE,
E ASPETTIAMO NEL SILENZIO CHE LORO CI PARLANO, LORO LO FANNO DAL GIORNO CHE CI HAN LASCIATO,MA SE LA RABBIA CI CHIUDE IL CUORE,NON RIUSCIRANNO A COMUNICARE CON NOI...
MATTEO MI MANCA TANTO, TROPPO, FISICAMENTE MI MANCA TUTTO,
NON POTER CURARLO,FARGLI DA MANGIARE,LAVARGLI GLI ABITI, TENERLO X MANO,LITIGARE X LE STUPIDATE O X I SOLDI CHE SPENDEVA IN ABITI...MA NEL MIO CUORE,NELLA MIA ANIMA C'E' E' VIVO ,LO SENTO...DIO E' GRANDE CI AIUTERA' TUTTI...CAPITE COSA VOGLIO DIRE?

Croce Castiglia, mamma di Matteo, ucciso mentre era seduto al bar, da un auto guidata a tutta velocità
Tg2 Punto di Vista.... delle Vittime. CLICCA QUI

sabato 17 marzo 2012

Perugia, fermati gli assassini di Luca Rosi

MILANO - A inchiodarli è stata la testimonianza, determinante, di una donna romena che i carabinieri di Perugia seguivano da giorni. Il resto lo hanno fatto le indagini senza risparmio di forze, visto l'allarme che avevano seminato tra i residenti delle villette attorno a Perugia. E alla fine i risultati sono arrivati. Sono stati identificati e fermati due dei presunti responsabili di almeno tre rapine in villa e soprattutto di quella avvenuta a Ramazzano il 2 marzo scorso, nel corso della quale venne brutalmente ucciso un bancario di 38 anni, Luca Rosi, intervenuto per difendere la compagna. Sono due giovani romeni, Iulian Ghiorgita e Rosu Aurel, ufficialmente incensurati. I carabinieri li hanno bloccati al confine tra Italia e Slovenia. CONTINUA...

L'amico lo rimprovera: corri troppo Lo fa smontare, riparte e si schianta

GAMBUGLIANO (Vicenza) - «Corri troppo, ho paura. Fammi scendere, continuo la strada a piedi». Un giovane vicentino du 23 anni ha raccontato ai carabinieri che una decina di minuti prima che l'auto dell'amico si schiantasse contro il muretto di un fossato lui era a bordo di quella macchina. Un'auto che il ventiseienne vicentino Alessandro Ambrosi, 27 anni da compiere a luglio, guidava nonostante non avesse mai conseguito la patente. Accanto al 26enne l'amica Selen melison, 21enne di Monticello Conte Otto, proprietaria della Ford Fiesta. L'incidente è successo nella notte alle 3.40 in via Dani a Gambugliano, in località Torreselle. L’auto è uscita di strada a causa CONTINUA..

giovedì 8 marzo 2012

Sicurezza stradale: un'emergenza sociale


La Presidenza dell’I.I.S. VIRGILIO FLORIANI 
di Vimercate 

In collaborazione con: 

La Presidenza della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati  

è onorata di invitarLa alla conferenza 

“Sicurezza stradale: un’emergenza sociale” 

che si terrà il giorno 10 marzo 2012, ore 10,00 
presso Centro Scolastico Omnicomprensivo, di Via Adda, 6, Vimercate  (MB) 


Interverranno: 

On. Mario Valducci 
presidente della Commissione trasporti della Camera dei Deputati 

Avv. Enrico Gelpi 
già presidente Automobile Club d’Italia 

Dott.ssa Barbara Benedettelli 
scrittrice, autrice tv ed articolista. 

Sig.ra Crocifissa Castiglia 
madre di Giuseppe Matteo La Nasa, Vittima della strada

Avv. Matteo Fumagalli 
legale della famiglia La Nasa

Modera Paola Panzeri, avvocato.