Per il Diritto a una giustizia con la G maiuscola!


QUESTO BLOG NASCE DAL LIBRO "VITTIME PER SEMPRE", DI BARBARA BENEDETTELLI, SCRITTRICE E ATTIVISTA DER I DIRITTI DELLE VITTIME. UN TESTO DI DENUNCIA FORTE. PAGINE ACCORATE, SCRITTE CON PASSIONE CIVILE E RIGORE. NON UN LIBRO, UNA CAUSA - AMA DIRE LA BENEDETTELLI - CHE DEVE ESSERE DI TUTTI E CHE VA OLTRE LE IDEOLOGIE PERCHE' LA VITA E' UN BENE SUPER PARTES, COME LA GIUSTIZIA! DALL'IMPEGNO CIVILE DELLA BENEDETTELLI NASCE UN MOVIMENTO ATTIVO DI PERSONE, COLPITE O MENO DAL REATO CONTRO LA VITA: GIUSTIZIA E DIRITTI PER I CITTADINI COLPITI DAL REATO CONTRO LA VITA


"Nel testo, come nel blog, la parola Vittime, al plurale, indica i congiunti di chi è stato ucciso, mentre al singolare indica la persona uccisa. La “V” maiuscola è invece una scelta che sottolinea il valore “unico” di una condizione immeritata, non voluta, di grande e durevole sofferenza. Dobbiamo a queste persone un rispetto che, ancora oggi, non c'è. Quando vedrò la parola Vittime con la "V" maiuscola in ogni testo, ogni commento, ogni blog, ogni giornale allora potrò dire: "Le nostre parole sono arrivate all'anima del mondo e lo hanno cambiato!"

BB

lunedì 17 dicembre 2012

Onorevole Pannella, la smetta, l'amnistia estingue i reati e fa gridare vendetta al cielo!

Ho appena appreso la notizia che Pannella rischia la vita a causa dello sciopero della fame e della sete..ci risiamo..vuole le carceri vuote; vuole l'amnistia!..siamo preoccupati per la sua salute? di certo, NO!..noi siamo persone sagge, abbiamo dignità, anche se siamo morti dentro, il dolore per la perdita di una persona cara ci indurrebbe a fare di più, molto di più; noi combattiamo per una gius
ta causa, Pannella, ogni tanto, si sveglia dal torpore e decide di digiunare o di non bere..mi viene di dirgli " on.Pannella, ha una lontana idea di cosa passa nella mente di una mamma, di un padre, di un fratello quando sono costretti a recarsi all'obitorio per vedere le condizioni del proprio caro e trovarlo disteso su un tavolo di ferro, in attesa di essere adagiato in una bara..?' i nostri cari, di cui sto' parlando, erano usciti da casa promettendo di ritornarvi, erano giovani vite che sorridevano alla vita, i nostri cari sono stati uccisi da coloro che lei, onorevole, vuole fuori dalle carceri, per motivi che, forse, neanche lei conosce; noi stiamo "vivendo" fuori dalle carceri pur soffrendo il dolore dell'ergastolo; vede, onorevole, sono una mamma che da giorni non se la sente di andare al cimitero per la quotidiana visita a mio figlio Gabriele, non ce la faccio, vorrei tanto andare a sistemare i fiori, ad accarezzare la fredda lapide e spolverarla come se togliendo la polvere gli togliessi la polvere che da' l'idea del tempo che passa e mi allontana sempre di più da mio figlio; oggi ho preparato una sacchetto con dentro un alberello di Natale e una capanna con la natività, l'ho adagiata all'ingresso con la speranza di andarci domani..colui che ha spezzato le ali di Gabriele, che ha ucciso la sua famiglia insieme a lui, festeggerà il Natale con la sua famiglia come lo ha trascorso il 2010 ed il 2011, per lui non è cambiato nulla, lui non sa' cosa vuol dire andare a inginocchiarsi davanti alla lapide dove riposa il proprio figlio ucciso perché lui, quel maledetto pomeriggio, aveva fretta, sicuramente aveva bevuto( non lo sapremo mai)...la prego onorevole, non preoccupi gli italiani con i suoi inutili scioperi della fame, sono minacce ignobili..chi si macchia di un grave reato come l'omicidio stradale ha un grande debito con la Giustizia, soprattutto ha un immenso debito con la famiglia di una vittima della strada che è costretta a subire l'ergastolo del dolore, un dolore grande, immenso, insopportabile, infinito, un dolore per sempre..!!..ritorni a nutrirsi e a bere e lasci che la Giustizia faccia il suo dovere, le giuste pene devono essere applicate affinché si capisca il reato commesso..!!la mamma di Gabriele, morto ammazzato il 5 agosto 2010



Carmen Fichera

Barbara Benedettelli con Amore per il Diritto alla Vita

Il 2012 sta finendo, ma non la mia determinata battaglia per il Diritto alla Vita, alla Giustizia, alla salute e alla possibilità di esistere sereni. Vi auguro dal cuore un Natale pieno di Amore e un 2013 in cui regnino sovrane Salute e Serenità!


giovedì 13 dicembre 2012

Magna Grecia Opera a Castellaneta

Venerdì 14 dicembre 2012, nella patria del divo per eccellenza del cinema muto, Rodolfo Valentino, presso il Teatro Valentino di Castellaneta (TA), alle ore 20, si terrà la Serata di Gala, di presentazione del manifesto della XVI^ edizione del Magna Grecia Awards, che si svolgerà nella città jonica il 22 marzo 2013.
Il Magna Grecia Awards, nasce da un'idea di Fabio Salvatore, scrittore e regista, al fine di valorizzare l'operato di uomini e donne nell'ambito delle diverse forme dell'arte, della comunicazione, del sociale, in linea con gli ideali della Magna Grecia.
Protagonisti d'eccezione per la Serata di Gala "Magna Grecia Opera", in ricordo del padre dello stesso fondatore del premio, Franco Salvatore, tragicamente scomparso nel gennaio del 2008, vittima di un incidente stradale. Chiara Amirante, fondatrice e presidente dell'Associazione privata internazionale di fedeli "Nuovi Orizzonti", da anni profonde tutto il suo impegno su fronte del disagio sociale e dello sforzo nella Nuova Evangelizzazione. Papa Benedetto XVI l'ha annoverata tra i consultori del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e per i migranti e gli itineranti.
La Amirante è autrice di numerosi testi di argomento spirituale e proprio in occasione del Magna Grecia Opera, presenterà il suo nuovo libro autobiografico, "Solo l'Amore resta" (Ed. Piemme).
Barbara Benedettelli è scrittrice, autrice tv, articolista. Si occupa, nei suoi libri, di argomenti che riguardano il sociale. Dalla separazione e divorzio, alla presa di posizione in favore delle Vittime di omicidio e violenza. Ha pubblicato Punto e a Capo. Ricominciare la nuova vita dopo la separazione (Mondadori 2004); I Delitti del condominio, storie di vicini che ammazzano (Cairo 2008); Il volto della Sindone. Alla ricerca della verità (RTI 2010). Il suo libro è "Vittime per sempre"(Aliberti), una presa di posizione forte a favore delle vittime della violenza, contro un sistema legislativo e sociale che non le rispetta, non le tutela e che infrange i più elementari Diritti umani. A giugno del 2012 fonda il Movimento per la tutela dei diritti umani "L'Italia Vera" di cui è Presidente Nazionale.
I quadri musicali dalle forte tinte jazz, vedranno i maestri, Massimiliano Conte (sax alto), Danilo Tarso (pianoforte), Eugenio Venneri (contrabbasso), Marco Di Cesare (batteria), formanti il "Paisiello Jazz Quartet", in collaborazione con l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Giovanni Paisiello" di Taranto.
A Castellaneta, a pochi passi dallo Jonio, luogo che conserva le radici della Magna Grecia, la "grande madre" della civiltà, continua la tradizione di un premio che, dalla sua primogenitura avvenuta nel 1996, è cresciuto, acquistando la sua attuale caratura nazionale ed internazionale.
Significativo il sostegno all'Unicef, in una vera e propria partnership solidale, che vedrà coinvolti i tanti giovani del Movimento YOUNICEF.
Il Premio è promosso dal Comune di Castellaneta nell'ambito dell'Assessorato alla Cultura e l'Assessorato al Turismo, e patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Presidenza del Consiglio della Regione Puglia, dalla Diocesi di Castellaneta, dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dall'Istituto Superiore di Studi Musicali "Giovanni Paisiello" di Taranto.

L'Italia Vera e la raccolta firme s


Il 23 dicembre e il 6 gennaio L'Italia Vera raccoglie le firme petizioni:

  • certezza della pena per reati stradali
  • referendum per decidere su amnistia e indulto
  • taglio ai costi della politica

Milano, ore 10-19 Piazza Oberdan angolo Spallanzani.
Sarà una raccolta firme shock, le persone non possono passare e restare indifferenti di fronte a una realtà che può toccare ognuno di noi e che sbatteremo in faccia a tutti con la "violenza" della testimonianza. La sola violenza costruttiva.

Chi vuole può scaricare i moduli dal sito, firmarli farli firmare e seguire le istruzioni per l'invio.

www.litaliavera.it

venerdì 30 novembre 2012

Storie di nonne, figli e nipoti di Plaza de Mayo


Estela Carlotto è nata a Buenos Aires il 22 ottobre 1930. Si è sposata con Guido Carlotto, piccolo industriale chimico oriundo di Arzignano (VI). Dalla loro unione sono quattro figli: Laura Estela, Claudia, Guido e Remo. Estela ha lavorato come insegnante elementare e poi come direttrice di scuole elementari.

Nel giugno 1977 suo marito Guido viene sequestrato e rilasciato dopo il pagamento di un riscatto. A novembre dello stesso anno viene sequestrata sua figlia Laura Estela. Il 26 giugno 1978 Laura Estela dà alla luce, nell'ospedale militare di Buenos Aires, un bambino che avrebbe voluto chiamare Guido. Il 25 agosto 1978 Laura Estela Carlotto viene assassinata alla periferia di La Plata e la salma viene restituita ai familiari. Esami necroscopici, la testimonianza di altri detenuti e di militari concordano sulle modalità del parto e sul fatto che il bambino è nato sano.

Nel 1978 Estela Carlotto si integra al gruppo “Nonne argentine di nipotini scomparsi” che poi diventerà la “Asociación Abuelas de Plaza de Mayo”, di cui diverrà presidente. 

In questa veste ha partecipato a innumerevoli convegni e assise internazionali. In particolare, all’interno dei gruppi di lavoro del ECOSOC, ha contribuito alla redazione di cinque articoli della “Convenzione internazionale dei diritti dei fanciulli” e diviene presidente del Comitato argentino di sorveglianza. Ha partecipato inoltre alla redazione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.

La sua azione “politica” in Argentina, caratterizzata da moderazione nei termini, innovazione nei metodi e fermezza nei principi, le valse l'apprezzamento da parte dei diversi governi e istituzioni democratiche.

In Italia ha partecipato a numerosi convegni, dibattiti e lezioni in scuole e università. E' stata una delle parti civili nel processo contro i militari argentini condannati a Roma il 6.12.2000. Il 27 settembre 2002 ha subito un attentato alla sua vita.

Estela Carlotto ha ricevuto diverse lauree “Honoris Causa” sia dall’Università di Boston (Massachussets) e sia dalle università argentine di Buenos Aires, Salta, Entre Rios e La Plata. 

In Italia è stata insignita dall'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi e ha ricevuto il "Premio per la Pace" del Comune di Roma. Inoltre nel 2005 ha ricevuto a New York il "Premio Diritti Umani" delle Nazioni Unite".

mercoledì 28 novembre 2012

Schiacciamo la pedofilia!



Lunedì 17 dicembre 2012 ore 19,30 - Centro Sportivo Pavesi via De Lemene 3 Milano



I comici della nazionale Gag & Volley, le campionesse di Busto Arsizio, Villa Cortese e Crema e le ragazze del Club Italia: tutti insieme per raccogliere fondi a favore dell'Associazione Prometeo Onlus, contro la pedofilia e la violenza sui minori.



Per info: info@associazioneprometeo.org tel 0364-880593

Il ruolo dello Stato Italiano in tema di sicurezza stradale. La sua parte in Europa


Convegno - Martedì 4 dicembre a Firenze dal titolo "Il ruolo dello Stato Italiano in tema di sicurezza stradale. La sua parte in Europa", al quale parteciperanno l'On. Mario Valducci (Presidente Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati), On. Claudio Morganti (Europarlamentare), On. Rosa De Pasquale (Commissione Istruzione Camera dei Deputati), Dott. Aldo Minucci (Fondazione ANIA), Dott. Giordano Biserni (Presidente ASAPS), Prof. Marco Pierini (Progetto In-Safe, Facoltà di Ingegneria di Firenze), Avv. Annalisa Parenti (Foro di Firenze, realizzatrice della proposta di omicidio stradale).


Dopo il convegno, ci sarà una cena di beneficenza, al costo di 25€, con la partecipazione di personaggi dello sport e dello spettacolo. 

mercoledì 21 novembre 2012

Anniversario scomparsa di Matteo La Nasa, le parole di mamma Croce


MATTEO VITA MIA,
HO MILLE PAROLE, MILLE FRASI, MILLE CONCETTI CHE MI AFFOLLANO LA MENTE IN UN VORTICE INDESCRIVIBILE.
VORREI SCRIVERE SU QUESTA PAGINA IL TUO RICORDO CHE NON CI ABBANDONA MAI
SEI STATO PER NOI UN MERAVIGLIOSO CALDO RAGGIO DI SOLE, HAI RADIATO LA NOSTRA VITA E I NOSTRI CUORI, I 20 ANNI PIU' BELLI DELLA NOSTRA VITA.
FIN DA PICCOLO ERI PER NOI IL NOSTRO PRINCIPE, IL NOSTRO ORGOGLIO...
SEMPRE BUONO CON TUTTI, BENVOLUTO E AMATO DA CHIUNQUE TI HA CONOSCIUTO ,
IMPOSSIBILE DIMENTICARE IL TUO SORRISO,SEMPRE DOLCISSIMO E SINCERO, LE TUE BATTUTE ALLEGRE LE RISATE IRREFRENABILI,
I TUOI MILLE SOGNI,L'AMICO CARO DI TUTTI.
MATTEO HAI LASCIATO UN ENORME VUOTO DENTRO DI NOI,ORMAI TUTTO E' CAMBIATO E NULLA HA PIU' LO STESSO SAPORE
E NEMMENO I COLORI SONO BRILLANTI, MA SBIADITI, SPENTI, OPACHI....
NOI TUTTI SIAMO CAMBIATI, NESSUNO HA PIU' LO STESSO ATTEGGIAMENTO CON LA VITA,
E QUESTO SENSO DI INGISTIZIA DI CUI SIAMO VITTIME CI HA INASPRITO ANCORA DI PIU'
NOI GENITORI, LE TUE SORELLE, LE ZIE, LE NONNE I TUOI CUGINI, DORY E TUTTI GLI AMICI
VEDIAMO LA VITA CON ALTRI OCCHI, CON ALTRI COLORI, MA CON UN UNICO COMUNE DENOMINATORE,
IL LUTTO NEL CUORE E NELL'ANIMA..
16 MESI DI COMA, UN CALVARIO CHE CON LA FORZA DI UN GUERRIERO COMBATTEVI GIORNALMENTE CON CORAGGIO,
E TUTTO IL MONDO SPERAVA E CREDEVA NELLA TUA GUARIGIONE...
MA QUANDO ABBIAMO APPRESO CHE LA MEDICINA E L'UOMO NON POTEVANO PIU' FAR NULLA, E CHE SE DIO VOLEVA, GLI BASTAVA UN SEMPLICE ''SI'''
E SARESTI RIMASTO CON NOI SANO E SALVO, LI ' ABBIAMO CAPITO CHE IL CREATORE AVEVA UN PROGETTO DIVERSO PER TE, PER NOI TUTTI....
NON SAPREMO MAI COSA HA IN SERBO DIO, ALMENO NON ORA, NON IN QUESTA VITA.
MA SAPPIAMO CHE CI HA DONATO TANTA FORZA, CI HA RIEMPITO DI CORAGGIO PER POTER CONTINUARE IL NOSTRO TEMPO SENZA TE
CREDIAMO TUTTI CHE CI RINCONTREREMO, CHE RITORNEREMO A VIVERE FELICI, CHE RITORNERAI A SORRIDERE CON NOI..
TU NEL FRATTEMPO GUARDACI DA LASSU', INFONDICI SEMPRE IL TUO AMORE, NOI TUTTI TE LO CHIEDIAMO
PREGA PER TUTTI NOI CHE TANTO NE ABBIAMO BISOGNO
E' PASSATO UN ANNO, NON CI CREDIAMO NEMMENO, SI FA FATICA A CREDERLO,
SEMBRA DI VIVERE IN UN ANGOSCIOSO INCUBO
<MAMMA > MI DICEVI < NON POSSO VIVERE SENZA TE>
ED INVECE FIGLIO MIO,ADESSO SONO IO CHE DEVO SOPRAVVIVERE SENZA TE
365 GIORNI SENZA VEDERTI, SENZA TOCCARTI, SENZA STRINGERTI AL CUORE ,SENZA SENTIRE LA TUA VOCE NE LE TUE RISATE
365 GIORNI SENZA TE
TI AMEREMO SEMPRE ,OGNI SECONDO DELLA NOSTRA VITA....

LA TUA MAMMA E CHI CONTINUA AD AMARTI

I nomi delle oltre 100 donne uccise nel 2012 | L'Italia Vera

Foto dalla campagna Basta! Associazione www.tamaramonti.it

lunedì 19 novembre 2012

ASSAGO -AUTO ACCARTOCCIATE IN CITTA' PER SENSIBILIZZARE LE PERSONE



Due auto incidentate in centro ad Assago per sensibilizzare la popolazione e un Convegno con video e testimonianze dirette per dire alla gente: la strada ci rende liberi ma può uccidere. Basta poco per evitare tragedie senza fine.


Milano,20 novembre 2012 - Due auto incidentate ad Assago in prossimità del Forum dove tutti le possano vedere. E' questa l'iniziativa che il Comune di Assago ( Mi) mette in atto per ricordare le Vittime della strada la cui giornata mondiale è stata Domenica 18 novembre. L'idea di installare le auto nasce dal Movimento per la tutela dei Diritti della persona L'Italia Vera i cui fondatori da tempo hanno a cuore il grave problema della Sicurezza Stradale e lottano per ottenere pene effettive. Mercoledì 21 novembre 2012 alle ore 21,00 nella Scuola Media Pertini, in via Matteotti ad Assago spiegheranno i motivi della richiesta nel convegno “IN” STRADA PER LA VITA! Ovvero con la consapevolezza che un attimo di distrazione alla guida o una norma non rispettata possono distruggere più vite. Interverranno, insieme al Sindaco di Assago Graziano Musella, la Presidente del Movimento Barbara Benedettelli, l'avvocato Domenico Musicco e le mamme di due ragazzi uccisi mentre stavano semplicemente vivendo: Elisabetta Cipollone, mamma di Andrea De Nando, ucciso a Peschiera mentre attraversava le strisce pedonali con il fratello gemello e Croce Castiglia, mamma di Matteo La Nasa ucciso a venti anni proprio il 21 novembre di un anno fa, dopo un lungo periodo inerme su una sedia a rotelle. Durante la serata sarà proiettato il corto di Saverio Deodato, con Nicolas Vaporidis e Daniela Poggi, Delitto Perfetto. Un titolo che purtroppo richiama la triste realtà di una giustizia che non sa punire e per questo si rende complice delle 11 morti che in media avvengono ogni giorno in Italia. Durante la serata è possibile firmare la petizione per la richiesta di pene effettive in caso di omicidio stradale. Per informazioni info@litaliavera.it


La denuncia a L'Italia Vera: Voglio che mio figlio sia trattato come un cane


venerdì 16 novembre 2012

FIORELLO: BEVETE ANALCOLICI O FATE GUIDARE UN AMICO. VOI SIETE IL NOSTRO FUTURO


FIORELLO: BEVETE ANALCOLICI O FATE GUIDARE UN AMICO. VOI SIETE IL NOSTRO FUTURO.
Grande successo per l'iniziativa “La Vita è bella. Non la Buttare!” che ha portato la Sicurezza Stradale in discoteca. Costanzo: è obbligatorio che i comportamenti irresponsabili alla guida siano puniti e i colpevoli isolati.

Roma, 16 novembre 2012 – Meglio fermarsi a dormire in macchina, avvisando a casa, che rischiare la vita. Importante isolare i colpevoli – afferma Costanzo in un video -messaggio”. Aggiunge Fiorello: “Ho una figlia di vent'anni, non vi nascondo la preoccupazione. Noi vi aspettiamo a casa e ogni volta che uscite è un'ansia che ti stende. Bevete un bel analcolico o fatevi accompagnare da un amico che non beve, e godetevi la vostra splendida vita”. Momenti di commozione ieri al Jet Set di Roma, per l'evento promosso dal Movimento per la tutela dei diritti della persona L'Italia Vera. Politici e personaggi presenti, tra cui Paola Concia, Claudio Brachino, Antonella Mosetti, Mara Santangelo, Nicolas Vaporidis hanno letto le commoventi testimonianze dei genitori di ragazzi uccisi sulle nostre strade, presenti alla serata. "La Vita è bella. Non la buttare!" il titolo. “ Siamo qui – esordisce Barbara Benedettelli, presidente de L'Italia Vera - per ricordarvi che basta un attimo di disattenzione o una regola non rispettata per distruggere tutto. Siamo qui per tutelare il diritto alla vita, vostro e di tutti gli utenti della strada”. E' con queste parole che ha avuto inizio una serata che gli organizzatori, tra cui la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, auspicano possa ripetersi in molte altre discoteche. Bellissimo il momento musicale con il prete repper Don Fiscer e la testimonianza di Don Roberto di Chiarache prima di farsi sacerdote spacciava droga in discoteca. Importante anche il ruolo della Fondazione Ania che ha permesso ai giovani di testare la guida in stato alterato attraverso il simulatore e ha portato gli alcol test per mettere alla prova i ragazzi che per quella sera hanno deciso di diventare Bob, e bere solo analcolici per accompagnare a casa salvi i loro amici. Durante la serata il corto “Delitto Perfetto” di Saverio Deodato con Nicolas Vaporidis nella parte della Vittima, dimostra come, a oggi, quello stradale è una sorta di omicidio perfetto. A pagare davvero sono solo le Vittime e le loro famiglie. Inaccettabile in una società civile. 

giovedì 11 ottobre 2012

Bimbo sottratto alla mamma a Padova: Flash Mob Liberate i bambini!




Salva La Data
13 ottobre 2012
LIBERATE I BAMBINI!

FLASH MOB

PROMOSSO DAL MOVIMENTO L’ITALIA VERA IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE VALORE DONNA




L’incontro è a Isola Tiberina alle 10,15. Il gruppo si sposterà poi davanti al Ministero di Grazia e Giustizia dove, alle 11 in punto, lancerà in cielo i palloncini rosa e azzurri che rappresentano i bambini che devono essere liberi. No a trattamenti disumani e degradanti sui bambini come quello che tutta l’Italia ha potuto vedere grazie ai media. Vi aspettiamo per lanciare un palloncino insieme a noi o per aiutarci a diffondere, anche attraverso giornali e tv, la nostra e la vostra indignazione!


Per info e dettagli contattare Valentina Pappacena valentina.valoredonna@virgilio.it




www.litaliavera.it

giovedì 4 ottobre 2012

Sono Gerardo Spina Cesinali e chiedo semplicemente verità e giustizia


“Sono Gerardo Spina di Cesinali, piccolo paese in provincia di Avellino. La storia che vengo a raccontare è terribile per dei genitori”.

Comincia così una delle tante lettere che mi sono arrivate in quest’ultimo periodo da persone che vogliono  “semplicemente” giustizia, straziate dalla perdita di un loro caro, vittima vera o presunta di “malagiustizia”. Chi mi scambia per un avvocato o per un giudice, chi cerca anche solo una valvola di sfogo. Tutti, dopo mesi, anni di dolore e riservatezza, passati nell’illusione che la verità sia un percorso lungo ma giusto, complesso ma silenzioso, decidono  quasi per esaurimento di rendere pubblica con appelli, foto, interviste la loro tragedia privata. E così chiede il signor Spina, ex maresciallo dell’Aeronautica Militare: “Non posso e non lo farò mai: arrendermi dinanzi ad un episodio così grave, anche perché vorrei che altri ragazzi e le loro famiglie non passassero quello che stiamo passando noi”.

“L’episodio” riguarda la morte del figlio, Carmine, 24 anni, in un incidente stradale avvenuto il 26 dicembre 2005 sulla statale 574 in località Serino, provincia di Avellino. Era domenica pomeriggio, il ragazzo viaggiava su una moto Suzuki, nuova fiammante da poco acquistata con il proprio stipendio da operaio. Un impatto violentissimo con un’auto, a bordo tre persone, che usciva da una strada laterale. Il giovane moriva sul colpo, mentre l’amico che lo affiancava su un’altra moto, riusciva ad evitare l’impatto e a salvare la vita, fratture alle gambe. Entrambi provenivano da una strada con diritto di precedenza. I genitori del ragazzo accorsero sul posto pochi minuti dopo quando già i  sanitari avevano constatato il decesso alla presenza di  quattro carabinieri della locale stazione. La dinamica non è chiara, scrissero subito i giornali, perché l’auto era inspiegabilmente fuori strada, lontano dalla moto. Verità, dubbi, bugie, false testimonianze emergeranno solo molto tempo dopo durante il processo al conducente della vettura, un artigiano della zona. Il maresciallo dei carabinieri ammetterà infatti di non aver fatto in modo preciso i necessari rilievi di legge e in particolare di “aver spostato l’auto perché al momento non ci si era resi conto della gravità dei fatti”. Bugiardo o incompetente? si chiede il signor Spina, allegando alla sua lettera numerosi documenti: le foto del figlio morto sul colpo, il casco insanguinato e la planimetria della zona, la strisciata di una lunga frenata attribuibile alla moto. 

“Le stranezze postume” emerse nel processo continueranno perché, appurato che il ragazzo usciva da una curva verso destra prima di scontrarsi con l’auto, che comunque doveva dargli la precedenza, quant’è la distanza tra la curva e la via secondaria: “Otto metri, se non sbaglio” ripete più volte il carabiniere davanti al pubblico ministero che lo interrogava in aula. Peccato che i metri siano 80. “Come chiamare questo modo di fare, complicità o omertà?” mi chiede ancora il padre del ragazzo. Altri particolari: l’auto è stata dissequestrata solo 19 giorni dopo l’incidente mortale, un successivo perito è stato nominato due mesi dopo ma non è stato ascoltato come testimone nel processo. Risultato finale: la sentenza di primo grado si è chiusa con l’assoluzione dell’automobilista dopo che il p.m. aveva chiesto otto mesi.

giovedì 27 settembre 2012

Cos'è l'amnistia se non il disprezzo per la legalità? | L'Italia Vera

Cos'è l'amnistia se non il disprezzo per la legalità? | L'Italia Vera

Invitiamo i cittadini contrari a Amnistia e Indulto a farsi sentire! | L'Italia Vera

Fornero promette ratifica Italia Convenzione violenza donne | L'Italia Vera


Fornero promette ratifica Italia Convenzione violenza donne | L'Italia Vera

È meglio che torni a casa un figlio senza patente che una patente senza figlio!


L'ASAPS FIN DAL 2007 HA LANCIATO UNA SUA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER IL CONTRASTO ALLE STRAGI DEL SABATO SERA CON UN FORTE MA EFFICACE MESSAGGIO:

È meglio che torni a casa un figlio senza patente che una patente senza figlio! 

Ogni lunedì nei comandi della Polizia Stradale e delle altre forze di Polizia, dopo i servizi di contrasto alle stragi del sabato sera e ai conseguenti incidenti, si girano due film.
In uno dei film, quello meno drammatico, i genitori telefonano o si presentano per sapere come mai è stata ritirata la patente al loro ragazzo (o ragazza) visto che lui, (il figlio) di solito non beve, (vagli a spiegare magari che aveva un valore di 1,2 g/l) e chiedono quando la patente gli verrà restituita, cosa dovrà fare per riaverla, il tutto accompagnato qualche volta da una serie di frasi del tipo: fareste meglio ad occuparvi dei banditi e delinquenti, andate a cercare i pirati!
L'altro film, quello piu grave; triste, vede per protagonisti genitori che vanno a fare riconoscimenti agli obitori o, quando va bene, attendono dietro alle altrettanto fredde porte a vetri delle sale di terapia intensiva. Magari il loro ragazzo era solo trasportato, o era nell'altra macchina senza responsabilita' grave;. Questi genitori passano poi dalla Polizia per ritirare la patente e il portafoglio del figlio.


La strada sa essere crudele come pochi luoghi al mondo. Sa emettere un verdetto di condanna a morte, inappellabile, immediatamente eseguita sul posto, anche a carico di innocenti. 

Fermiamo la strage Giordano Biserni Presidente Asaps   FONTE : ASAPS

martedì 4 settembre 2012

Sindacato di Polizia Nuova su Amnistia | L'Italia Vera

Sindacato di Polizia Nuova su Amnistia | L'Italia Vera

Amnistia/ Su Affari il dibattito: "Chi ha commesso reati contro la persona deve pagare"


Buongiorno,
sono Elisabetta Cipollone, mamma di Andrea De Nando, morto ammazzato lo scorso 29/01/2011. Mio figlio usciva dall'oratorio, alle sei di pomeriggio ed il Signor C.A., che con la sua famiglia, era in ritardo per una cena. Così ha pensato di spingere al massimo l'accelleratore e, passando con il rosso, infrangendo ogni regola, con un'arma (la sua autovettura lanciata a folle velocità) ha ucciso mio figlio, sotto gli occhi terrorizzati di suo fratello gemello.
Andrea ora e' condannato a 30 anni di RECLUSIONE DA SCONTARE in condizioni disumane. La sua cella e' lunga 2 metri per solo 1 metro di larghezza, non ha aria, non ha cibo, non ha luce. Fra 30 anni Andrea uscira' da quella prigione e sara' trasferito in una prigione ancora piu' stretta ed angusta. Li' basteranno 30 x 30 cm., a quel punto il suo corpo potra' occupare questo altro spazio ANCORA PIU' RISTRETTO, e le sue ossa riposare per sempre.

Amnistia? Sarebbe la morte della civiltà


Lunedì, 3 settembre 2012 - 18:37:00
Ogni tanto sui media si affaccia una richiesta accorata di giustizia, di libertà, di civiltà, che riguarda persone che la giustizia l'hanno negata ad altri, che la libertà l'hanno usata per ferire o rubare, e della civiltà se ne sono fregate compiendo atti ad essa contrari.

 Oggi è l'appello di don Virgilio Balducchi, ispettore generale delle carceri di Bergamo, a suscitare la necessità di scrivere quanto già, tempo fa, scrissi all'Onorevole Pannella e al Ministro Severino.

 Parole che non riguardano solo me, libera cittadina che osserva le regole e rispetta gli altri, ma tutti coloro che dal reato sono stati colpiti - e sono molti - e tutti quei cittadini che non hanno commesso reati e non intendono commetterne -vuoi per onestà, vuoi per paura di essere puniti - che vogliono e devono sapere che lo Stato ha più premura verso gli innocenti e un'autorità indiscutibile verso chi fa loro del male. E che le leggi non possono essere infrante senza subire conseguenze adeguate e certe. Sarebbe l'anarchia. La morte della civiltà.

L'amnistia non potete chiederla. 
Non in nome della giustizia, né della libertà o della civiltà.  Non potete chiederla perché la pena è garanzia di Diritto e Dovere dello Stato. E' ciò che rende la legge insuperabile e una società civile. Non potete chiederla perché non risolve il problema come ha dimostrato il folle indulto del 2006.

domenica 2 settembre 2012

"Non abbiate paura, lo Stato è qui." Gen.Carlo Alberto dalla Chiesa | L'Italia Vera


«‎Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli"



Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982». Leggi le parole della figlia Rita

venerdì 31 agosto 2012

SkyTg24 - Amnistia: Ardita, Benedettelli, Pannella

Video | L'Italia Vera


Solo sei anni Onorevole Pannella che mi occupo di Vittime. Ma Le assicuro che basterebbe un giorno solo al cimitero insieme a una famiglia a cui hanno ammazzato il figlio, o due ore in un raduno di Vittime della pedofilia per capire che il sistema giustizia non è uguale per tutti. Che non è giusto e che purtroppo pende più dalla parte di chi il torto lo fa e meno, molto meno, va verso chi lo ha subito senza colpa. Solo sei anni di attivismo, ma da sempre cittadina consapevole e rispettosa della civile convivenza, dei diritti e delle vite altrui. 

Il problema carceri è reale, in parte, in parte no. Si può e si deve risolvere senza fare collassare il sistema. L'amnistia è il prolasso della legge. E' la festa dell'illegalità. E' il cedimento dello Stato. E può essere fonte di dolore e morte per tanti cittadini innocenti. Nè Lei, nè nessun'altro, avete il diritto di chiederla specialmente in nome della giustizia e della libertà. 

Si legga questa lettera aperta con relativi commenti, poi vada a trovare le Vittime. Io a visitare il carcere ci sono stata!

La politica ha le mani che grondano di sangue innocente | L'Italia Vera

La politica ha le mani che grondano di sangue innocente | L'Italia Vera

lunedì 27 agosto 2012

Abbiamo bisogno di te per sostegno Vittime reati contro la persona | L'Italia Vera

Abbiamo bisogno di te per sostegno Vittime reati contro la persona | L'Italia Vera

Vittime Sempre?


Vittime per Sempre è nato per dare voce a chi ha subito, e continua a subire, la più grave delle ingiustizie: l'omicidio di un proprio caro. Nel 2008, scrivendo I Delitti del Condominio per Cairo Editore, sono entrata in contatto con i parenti delle Vittime e non ho più potuto smettere di pensare alle loro vite spezzate. Le loro voci tremule, il loro sguardo profondo, con gli occhi perennemente arrossati, si sono stampati nella mia mente che me li ha restituiti ogni giorno a seguire, costringendomi a scrivere pagine e pagine per loro. Con loro.
Questo è Vittime per Sempre. Un libro in cui l'anima di chi scrive e di chi si racconta è nuda, scarnificata a volte. Pagine in cui il sentimento, la passione civile, il dolore ma anche l'amore per la vita, si intercalano con la denuncia di un sistema che permette doppie, triple, infinite ingiustizie. Quelle che rendono queste persone, appunto, Vittime Sempre. Non una volta, ma ogni volta che un tribunale non le rispetta, ogni volta che un assassino si intromette nuovamente in quelle esistenze strappate, ferite, private di ogni diritto umano. Ogni volta che anche noi, la gente, l'opinione pubblica, i politici, i magistrati, gli scrittori, ci dimentichiamo che l'effetto di un omicidio non termina con la morte di un essere umano irrimediabilmente “cancellato”, ma continua in chi sopravvive a quella morte. Perché un essere umano è un mondo intero. Un mondo pieno di senso, di storia e di gente.

Signora Vallanzasca questo Paese non odia Suo marito sconti la pena


Matteo Oriani, consigliere provinciale a Bergamo per il Popolo delle libertà, replica con durezza alla moglie di Renato Vallanzasca, Antonella d'Agostino, intervistata sabato da Bergamonews.

Gentile Signora, forse non rammenta che il Sig. Vallanzasca non ha ancora scontato la sua pena: tenendo conto dei 40 anni già trascorsi (in realtà non consecutivi) e tenendo conto della carcerazione preventiva e dei periodi di latitanza dopo le varie fughe al Sig. Vallanzasca mancano circa 255 anni da scontare.
Quando avrà finito di scontarli allora potremo riparlare del diritto di rifarsi una vita dopo aver scontato una pena, fino ad allora pensi al diritto negato alle 7 vittime di suo marito di una vita coi loro cari, con i genitori, i fratelli e le sorelle, le mogli e i figli.
Si immedesimi nelle allora giovani vedove e nei piccoli orfani, guardi il mondo con i loro occhi, pensi quanto gli ha sottratto suo marito in termini di affetti e di vita.

giovedì 23 agosto 2012

A Te che piangi i tuoi morti



Se mi ami non piangere! Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo; se potessi vedere e sentire quello che io sento e vedo in questi orizzonti senza fine e in questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti se mi ami!
Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio, dalle sue espressioni di infinita bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto! Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto! Ci siamo amati e conosciuti nel tempo: ma tutto era allora così fugace e limitato!
Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi: tu pensami così; nelle tue battaglie pensa a questa meravigliosa casa; dove non esiste la morte, e dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più intenso e più puro, alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore!
Non piangere più se veramente mi ami!
Padre G. Perico – Sant’Agostino

lunedì 6 agosto 2012

Nelle parole di un padre l'aiuto per sopravvivere alla morte di un figlio

Mio padre era un uomo onesto e coraggioso, mio padre era un uomo d'altri tempi ,un uomo colto e che ha studiato praticamente fino alla fine dei suoi giorni... diceva sempre che il cervello e' un muscolo e come tale bisogna esercitarlo in continuazione.. Era un garante per tutti dell'estrema onesta' pratica ed intellettuale che ha contraddistinto la sua lunga vita.- Odiava i soprusi , le ingiustizie, in tram pur da anziano cedeva il suo posto a chi aveva piu' difficolta' di lui... Rispettava le donne, ed era orgoglioso di aver avuto due figlie femmine... diceva che le donne trainano il mondo, e questo gia' in un'epoca in cui le donne non godevano di tutti i diritti attuali.. Mio padre aveva una sola ricchezza materiale, una bicicletta Bianchi con la quale girava in lungo e in largo una Milano sempre piu' intasata dal traffico... <mio padre aveva la patente chiusa nel cassetto, diceva che non era fatto per i motori e diceva che in bici non avrebbe mai rischiato di far male a nessuno.. Sono felice che papa' non sia sopravvissuto alla morte di Andrea, non lo avrebbe sopportato, ma soprattutto con il suo carattere fiero e dignitoso, in netto contrasto con la vigliaccheria di chi ha ucciso suo nipote, non avrebbe di certo accettato tutto questo e certamente non avrebbe accettato la mancanza di Giustizia alla quale siamo costretti a sottostare... Non so esattamente cosa avrebbe potuto fare, ma di certo qualcosa avrebbe fatto...DI CERTO... lo conoscevo troppo bene... l'ho visto difendere il diritto al rispetto e alla dignita' di alcuni suoi compagni d'ospedale, anche quando la voce flebile e stanca lasciava presagire una fine ormai imminente... ma lui era li' sempre in prima linea, sempre con i piu' deboli... Ora che il dolore per la morte di mio figlio sovrasta il dolore per la sua perdita, ora che sono concentrata a non perdere neppure un ricordo del mio bambino, ma a recuperarne sempre nuovi... come schede di un archivio... ora che non so piu' a quali ricordi attaccarmi per cercare di restare aggrappata ad una vita dolorosa che non volevo e che non avrei mai immaginato.... ora che cio' che piu' mi preme e' recuperare una serenita' apparente da mostrare a mio figlio Cristian, mi piace recuperare alcune frasi che mio padre ripeteva spesso, due frasi che tanto gli piacevano e che hanno contraddistinto un po' tutta la sua esistenza... e mi rivedo intenta ad ascoltarlo, beata mi lasciavo rapire dalle sue parole quando mi raccontava la storia di Vittorio Alfieri e della sua famosa frase VOLLI SEMPRE VOLLI FORTISSIMAMENTE VOLLI... E POI UN'ALTRA... DISSE L'ACQUA ALLA PIETRA, TEMPO CI VUOLE MA IL BUCO TE LO FARO'... E mi parlava con voce dolce, e parlandomi diceva che un obiettivo, se e' onesto va perseguito con forza e tenacia e senza farsi influenzare da propri o altrui cedimenti...o critiche... e mi diceva che la tenacia premia, come quell'acqua contenuta in una singola goccia che appunto con "tenacia" riesce a scalfire anche la pietra... mi piace pensare che dietro questa sopraggiunta e sconosciuta forza ci sia tu PADRE MIO che mi spingi ad andare avanti e a perseguire un obiettivo che e' ormai diventato quasi una ragione di vita.... Grazie nonno Elio....

Elisabetta Cipollone, mamma orfana di Andrea De Nando 

mercoledì 18 luglio 2012

19 luglio 2012 - Paolo Borsellino




Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.


19 luglio 2012  in ricordo di Paolo Borsellino
e degli uomini della sua scorta

domenica 15 luglio 2012

PERDERE UN FIGLIO

Lettera di Katia Schiavone, Presidente AGUVS di Fasano e mamma di Flavio, ucciso a 17 anni da chi, non rispettando le regole stradali, ha spezzato una giovane vita e quella dei suoi familiari.


A noi, genitori derubati dei nostri figli....ma anche a voi che non potete capire e non avetecolpa. Noi, non dobbiamo vergognarci di condividere e mettere a nudo il nostro dolore. E’ un modo per arginare quella ferita dolorosa dell'anima che sanguinerà per sempre, ma anche per far capire agli altri, fortunati che hanno il privilegio di vivere una vita normale e non riescono ad apprezzare l’inestimabile tesoro che posseggono.
Non siamo mostri, né pazzi e neppure malvagi! Ma un dolore così grande amplifica le emozioni e i sentimenti. Ogni cosa diventa difficile e faticosa. Vivere, per noi è una gran fatica, per cui lasciamo defluire dalla nostra anima ogni sentimento negativo.
Ci aiuterà ad alleggerirla.

Perdere un figlio è un esperienza terrificante, insopportabile, inaccettabile per chiunque, e quando ti succede, è come se un pezzo ti te venisse strappato a crudo e portato via. Quel figlio desiderato, atteso, fatto venire al mondo e cresciuto, si porta via le tue aspettative, i suoi progetti, la voglia di vivere dei suoi diciassette anni, il suo ed il tuo futuro. E’quello l’inizio della tua fine…
Con lui si spezza la catena dell’immortalità…della continuità delle generazioni. Ti viene tolta la possibilità di prolungare la tua vita attraverso la sua.
Ti cresce dentro un dolore lancinante, mostruoso, impossibile solo da immaginare e meno che mai da sopportare.

Non può essere vero, non può essere mio figlio! Forse sto sognando e improvvisamente mi sveglierò e scoprirò che è stato solo un incubo spaventoso…L’angoscia come acqua torbida t’ invade l’anima e l’affoga. Nella testa pensieri vorticosi. Confusione, incredulità, inconsapevolezza…tuttavia, la realtà si insinua e ti obbliga a fare scelte, prendere decisioni, organizzare.
E resti in piedi…guardi...ascolti…parole e consigli. Parole non richieste che fanno solo male, consigli non voluti e che rifiuti di accettare.
Sai bene che nelle intenzioni c’è il desiderio di offrire aiuto a una famiglia piegata dal dolore, ma è facile sopportare quello degli altri e altrettanto facile è dispensare belle parole e consigli che arrivano a essere crudeli.
Poi, quelle domande: “come va?”, “come stai?”. Domande che prima risultavano necessarie per iniziare un discorso, diventano adesso una coltellata in pieno petto. Impossibile rispondere, impossibile spiegare. Non si può capire se non si è provata la stessa terribile esperienza. Ormai, rispetto agli altri viviamo su pianeti diversi.
Poi…quel percorso lungo, doloroso e in solitudine che ti porta alla ricerca di qualcosa che ti faccia accettare quel dolore disumano.

Non esistono ricette o medicine, e ognuno reagisce come può, vivendolo più o meno intensamente e cercando in se stesso la strada per poter sopravvivere.
Ti accorgi che più passa il tempo, più diventa difficile passare di fronte a un letto vuoto, non sentire più le note di quel basso elettrico, sedere accanto a un posto vuoto a tavola, non sentire più nemmeno urlare o litigare. Il litigare dei figli diventa adesso un piacere che ti manca e che non avrai più.
Non si possono consigliare strade da percorrere e ognuno deve affrontare il problema come ne è capace, come gli consiglia l’istinto di sopravvivenza.
Inizialmente rimuovi completamente l’accaduto, poi, con immenso coraggio lo recuperi dal fondo dell’anima e lo elabori:
- Con il pensiero, il modo più doloroso poiché si innescano i perché, i ma, i se che ti spingono in una spirale soffocante.
- Con il cuore, ma ti accorgi che non ce l’hai più, perché l’hai chiuso nella bara accanto a tuo figlio.
- Con la fede, chiedi alla Madonna di fare da madre a tuo figlio e immaginandolo tra gli angeli in un luogo di pace e serenità, chiedi disperatamente che dia un po’ di pace anche a te.
L’ultima ipotesi è l’unica consolante, ma ti conforta fino a quando la fede non crolla.

Per il famoso “come va?” e “come stai?” è presto detto! Hai qualcosa dentro che ti rode continuamente, un veleno che goccia dopo goccia ti annienta lentamente. La tua mente continua a lavorare incessantemente e gira a ritmi vorticosi instaurando un clima di sfinimento e d’impotenza totale. Lo stomaco si chiude…ma tuttavia sopravvivi, per ricordare tuo figlio…per portare ogni giorno un fiore sulla sua tomba, sopravvivi per te stesso e per chi resta, anche se, forse sbagliando continui a pensare a chi non c’è più e non a chi è rimasto. Ma è un pensiero più forte di te…un ossessione!
Questo è quanto si prova!
Quanto sono graditi in quei momenti, i silenzi delle persone che incontri, gli sguardi semplici e partecipi e non da scrutatori d’anima o peggio, di pena e di compassione.
Quanto è gradito un banale “non ho parole”, una fugace toccata di mano, un abbraccio silenzioso, un semplice “ciao”...

Se il Pm dà la colpa ai genitori della Vittima perchè l'hanno lasciata uscire e giustifica l'assassino perchè si sarebbe drogato per stare sveglio la notte!!!!!




Non conoscevamo la sua storia e grazie ad un blogger amico siamo venuti a conoscenza che può capitare che se sei figlio di un importante imprenditore e guidi ubriaco e sotto effetto droghe e investi,uccidendo, qualcuno diventa un attenuante.
Ma partiamo dall’inizio, era il Gennaio del 2009 e Sonia ed altri 5 amici vengono investiti all’incrocio fra Via Lago di Nicito e Via Roccaromana da Diego Pappalardo, allora neopatentato e figlio di un noto imprenditore catanese.
Diego Pappalardo si trovava a bordo della sua Classe A quando incrocio un posto di blocco e lo forzò, anche ferendo un carabiniere, perchè ubriaco, i livelli di alcool nel sangue erano 3 volte superiori al limite.
Forzato il posto di blocco non si ferma allo stop ed investe l’auto su cui viaggiava Sonia causandone la morte.
Nel Giugno del 2011 fu condannato a 10 anni di carcere ed al pagamento di una provvisionale di un milione e 50 mila euro ai familiari di Sonia.
“Giustizia e’ stata fatta -disse la madre di Sonia, Anna Nicotra- noi non volevano vendetta, ma volevamo che il giovane venisse condannato per essere da esempio per tutti quei ragazzi che ubriachi e drogati si mettono in auto”.
Purtroppo non finisce qui.
Intanto i Pappalardo cambiano avvocato, prendendo addirittura l’avvocato del sindaco Stancanelli.
In questi giorni c’è stato il ricorso da parte del nuovo avvocato dei Pappalardo alla Corte d’Assise d’Appello, a Catania.
Ed iniziano le sorprese, il PM, Maria Ledda, passa l’accusa da omicidio volontario ad omicidio colposo, chiedendo di passare dai 10 anni di condanna a 6 (ipotetici).
Ma non finisce qui, le dichiarazioni della signora(???) Ledda sono a dir poco incredibili:
Se Sonia Sicari è morta, la colpa è dei genitori che l’hanno lasciata uscire fino all’alba. Se Diego Pappalardo si mise alla guida ubriaco e drogato, l’ha fatto perchè non avrebbe retto la nottata… dato che i locali chiudono tardi.
Lo stato in cui si trovava Pappalardo quella notte non poteva renderlo capace di capire ciò che sarebbe potuto succedere… altrimenti non avrebbe accettato il rischio di morire.”
Dichiarazioni senza dubbio,e per dirla pulita, di parte.
In tutto questo la famiglia Sicari non può più prendere parte al processo perchè:
I Pappalardo hanno fatto in modo di depositare la somma congrua , quella decisa dal tribunale, in banca. Poco conta se li abbiamo presi fisicamente o no. A quel punto non vale più la nostra volontà. La legge, sbagliata, tiobbliga ad uscire dal processo come parte civileIl nostro avvocato non può più fare niente, siamo semplici spettatori. Se nessuno degli avvocati rimasti non si oppone, e il giudice accetta quello che ha detto il pm, il proceso non arriverà in cassazione dove ancora ci potrebbe essere una speranza per una pena giusta.
Praticamente se sei figlio di un ricco imprenditore e gli amici di famiglia sono Lombardo e Ciancio e mafiosi vari, puoi ubriacarti, farti di cocaina, forzare un posto di blocco ferendo un carabiniere, investire ed uccidere chi vuoi tanto avrai un PM che non solo non ti accusa ma ti DIFENDE!!!
La storia di Sonia deve uscire, tutti noi Catanesi dobbiamo farci sentire perchè quello che è successo a lei potrebbe capitare anche a noi, ai nostri parenti ed amici.
Vi invitiamo a seguire la vicenda anche sul gruppo Fb, GIUSTIZIA PER SONIA https://www.facebook.com/groups/59891359680/ 
Non vogliamo altro, nessuna vendetta, solo giustizia!!!
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